Il derby torna in Serie D dopo 53 anni e il verdetto del Meno Di Pasquale premia l’Avola, che supera il Siracusa per 4-2 al termine di una partita combattuta e ricca di episodi. Per gli azzurri arriva la terza sconfitta consecutiva lontano dal De Simone, un risultato che conferma le difficoltà della squadra di Cacciola in trasferta: appena due punti raccolti nelle cinque gare disputate fuori casa.
La partita si mette subito in salita per il Siracusa. Al 10′ del primo tempo, infatti, arriva il consueto errore in fase di costruzione che costa carissimo agli azzurri. Questa volta è il portiere Ferilli a sbagliare l’appoggio, servendo involontariamente Montagno, ex di turno, che non perdona e porta in vantaggio i padroni di casa.
La reazione del Siracusa è piuttosto timida. Gli ospiti si rendono pericolosi soltanto con un calcio di punizione di Giacomarro, mentre l’Avola prova a sfruttare le ripartenze e alcune situazioni da palla inattiva. Alla mezz’ora Cacciola è costretto anche a modificare l’assetto della squadra, sostituendo Gigante con Ndiaye.
Il pareggio arriva al 41′: proprio Ndiaye si rende protagonista di una percussione sulla destra e serve ad Aurino il pallone che il centrocampista azzurro deve soltanto finalizzare. Ma l’esultanza dura poco. Dopo la rete nasce un parapiglia tra i giocatori e il direttore di gara estrae un cartellino rosso per parte, all’indirizzo di Guida e Figini.
Il Siracusa sembra poter andare al riposo sull’1-1, ma sul nuovo avvio del gioco arriva un’altra doccia fredda. L’Avola trova immediatamente il nuovo vantaggio ancora con Montagno, che lascia partire una conclusione dalla lunghissima distanza. Anche in questa circostanza Ferilli non appare esente da responsabilità e i rossoblù tornano avanti.
La ripresa, però, si apre con un Siracusa deciso a reagire. Gli azzurri trovano il 2-2 con Dalloro, bravo a farsi trovare completamente libero sul pallone proveniente dalla sinistra e a battere il portiere con un diagonale preciso. La squadra di Cacciola prende coraggio e prova a completare la rimonta. Al 15′ Giacomarro, su punizione, impegna severamente l’estremo difensore avolese, costretto a deviare in calcio d’angolo.
Al 24′ è invece l’Avola a sfiorare il gol con Tedesco, che su punizione dai 35 metri manda il pallone di poco fuori. La gara sembra ormai aver preso la direzione del Siracusa, ma proprio nel momento migliore degli ospiti arriva il nuovo colpo dei padroni di casa.
È ancora Tedesco, ancora una volta su calcio piazzato, a trovare una traiettoria straordinaria: il pallone si insacca all’incrocio dei pali, senza lasciare scampo a Ferilli, incolpevole nell’occasione. L’Avola torna così in vantaggio per 3-2.
Il Siracusa non si arrende e al 37′ va vicinissimo al pareggio. Ndiaye colpisce di testa, ma il portiere avolese riesce a bloccare il pallone sulla linea. Gli azzurri reclamano la rete, ma per il direttore di gara la sfera non ha varcato interamente la linea di porta.
La partita si chiude definitivamente al 43′, quando l’arbitro assegna un calcio di rigore all’Avola. Dal dischetto si presenta Galesio, che spiazza Ferilli e firma il 4-2 finale.
Per il Siracusa è una sconfitta pesante, non soltanto per il risultato, ma soprattutto per il ripetersi di errori individuali che continuano a condizionare il rendimento della squadra e anche per una classifica ancora deficitaria (anche per colpa della penalizzazione iniziale).
Due punti in cinque trasferte e tre sconfitte consecutive lontano da casa sono numeri che impongono una riflessione.
Di segno opposto il bilancio dell’Avola di mister Sirugo, che davanti al proprio pubblico si conferma particolarmente solido: quattro vittorie e un pareggio al Meno Di Pasquale. Il derby, dopo oltre mezzo secolo, è rossoblù.