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Avola, scontro tra il consigliere Nino Campisi e il sindaco Rossana Cannata su una delibera di giunta “manomessa”

Oggetto del contendere una delibera contenenti incongruità

Una querelle che ha travalicato il mondo dei social ed è approdata in commissariato. Protagonisti il consigliere di opposizione Nino Campisi, già candidato a sindaco della città di Avola e il primo cittadino Rossana Cannata.

Tutto è partito da un post condiviso da Campisi in cui era mostrata una delibera di pochi giorni fa in cui sono indicati i componenti della precedente giunta, tra cui l’ex sindaco e attuale consigliere di maggioranza Luca Cannata, il vicesindaco, Massimo Grande ed altri assessori che hanno fatto parte del precedente esecutivo e non più in carica. In calce la firma del sindaco Rossana Cannata.

Nino Campisi, a corredo del post, ha commentato: “Dilettanti allo sbaraglio, dimissioni subito, la città non merita”.

Il sindaco di Avola ha presentato ieri una denuncia al commissariato di polizia “a seguito dell’atto falso pubblicato ad opera degli uffici” come si legge in un post in cui Cannata si rivolge direttamente a Campisi: “È evidente che chiedendo le mie dimissioni e deridendo la mia squadra di governo attribuendoci un atto palesemente falso non conosce il funzionamento della macchina amministrativa. È chiaro che il consigliere e i suoi adepti non hanno ancora compreso il ruolo che ricopre un sindaco, un segretario generale, una giunta e gli uffici, non sapendo riconoscere le rispettive competenze e ruoli. Le indagini ora faranno il proprio corso e se Campisi pensa di avere colpito la sottoscritta dovrà ricredersi e visto che io ho denunciato, adesso mi aspetto che Campisi non soltanto si scusi con la sottoscritta ma che pretenda la punizione di chi abbia manomesso, alterato e falsificato atti che lui pubblica sui social”.

Insomma, uno scontro che sembra ben lontano dalla parola “fine”, considerata anche la risposta di Campisi a mezzo social di stamattina. Oggi il consigliere punta l’attenzione su un’altra delibera in cui compare il nome di un ex assessore, nonostante fosse questi già dimissionario.


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