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Avola, prevenzione incendi: la videosorveglianza di Cavagrande in un’interpellanza al sindaco del consigliere Rossitto

Secondo il consigliere sarebbe un ottimo deterrente per scoraggiare i piromani

Un’interpellanza a risposta orale al Sindaco di Avola dal consigliere comunale di opposizione Seby Rossitto. Stavolta al centro dell’attenzione è l’emergenza  incendi che, con l’approssimarsi della stagione estiva, soprattutto nella zona montana, diventa un fenomeno piuttosto preoccupante.  “Il più delle volte la principale causa di tali incendi è di origine dolosa – dice Rossitto –  altre volte dovuta all’ormai consolidato fenomeno dell’abbandono di terreni di proprietà privata e quindi non prontamente ripuliti da sterpaglie, mentre raramente è da addebitarsi a cause naturali. Questi eventi sono difficili da prevedere e da gestire, soprattutto in estate quando le temperature raggiungono dei picchi elevati ed il vento ne accelera la velocità di propagazione”.

Il consigliere passa, poi, a una serie di riflessioni sul tema e a possibili soluzioni da adottare per risolvere, o quanto meno arginare il grave problema.

Una risposta concreta alla prevenzione degli incendi potrebbe aversi attraverso la realizzazione di un impianto di videosorveglianza e da altre tecnologie di supporto quali le foto trappole – continua Rossitto – Solitamente vengono utilizzate termocamere radiometriche a raggi infrarossi in aggiunta a telecamere megapixel capaci di zoomare e tenere sotto controllo vaste aree. Tali telecamere devono essere della tipologia mobile, in modo da garantire un angolo di copertura più esteso perché manovrabili da remoto e aventi uno zoom capace di catturare i dettagli anche da distanze elevate.

L’uso di tali tecnologie porterebbe, secondo il consigliere dunque, a una notevole riduzione degli incendi, soprattutto per il valore deterrente della presenza delle telecamere poichè le zone sottoposte a videosorveglianza dovrebbero essere debitamente segnalate. Rossitto, infine, interpella il Sindaco di Avola affinchè si impegni ad avviare un monitoraggio del territorio della zona montana di Avola e in particolar modo della riserva di Cavagrande “con il sostegno di associazioni locali di volontariato sensibili alle tematiche ambientali, creando una mappatura delle aree a rischio incendi ed acquistando attraverso un finanziamento da richiedere al Ministero dell’Interno, un quantitativo minimo di telecamere per far decollare il sistema di videosorveglianza, ampliabile in futuro con l’arrivo di altri fondi ed acquistando, altresì, un numero congruo di segnaletica verticale indicante che le aree monitorate sono videosorvegliate da posizionare insieme alle telecamere nei punti più sensibili


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