A pochi giorni dall’atto incendiario all’auto subito assieme alla sua famiglia e avendo in parte metabolizzato il senso di smarrimento iniziale, il candidato al Consiglio comunale Rosario Zaffarana (attivista del Movimento 5 Stelle) ha deciso di parlare, innanzitutto ringraziando quanti gli hanno dimostrato la loro vicinanza e solidarietà, aiutandolo a essere forte nell’affrontare questi momenti.
“Quanto successo pensavo fosse qualcosa che non sarebbe mai accaduta a me, ma ahimè il percorso della vita è fatto di tante incognite – dice – Non nascondo che inizialmente un forte senso di confusione aveva preso il sopravvento, tanto da non farmi capire con lucidità cosa fosse accaduto e le eventuali e possibili conseguenze e l’incendio si fosse sviluppato in modo incontrollato, coinvolgendo anche la mia abitazione, dove sono presenti oltre mia moglie e sorella, sei minorenni, di cui uno diversamente-abile (di 15 anni e di 13, 8, 7, 6 e 2 anni). Anche adesso mentre sto scrivendo ho attimi di smarrimento che mi fanno pensare a cosa serva ciò, cosa sto cercando, che risposte voglio. Quello che è certo, mi sono ritrovato una notte qualsiasi della mia vita ad essere svegliato dal proprio cane, infastidito lui e io da lui. A sbirciare dalla veneziana verso fuori e in un’atmosfera surreale iniziare a sbraitare e sproloquiare ad alta voce alla vista delle fiamme che iniziavano ad avvolgere la mia autovettura parcheggiata sotto il balcone, davanti all’ingresso di casa. Meno male che nel balcone c’è sempre un secchio d’acqua a portata di mano, che ho riversato subito dall’alto sulle fiamme, in modo da attutirle. Indossato un paio di pantaloni mi sono riversato in strada con estintore in mano e con l’aiuto dei vicini, spegnere le fiamme rimanenti. Non nego che la paura era tanta, ma sono riuscito a non esternarla. Per lo più pensando ai miei figli e nipoti che stavano dentro casa, in modo da non creare il panico in loro“.
Ammette di essere stato fortunato e che questo gesto ha comunque segnato la sua vita e quello dei parenti più stretti, e che l’ora successiva all’accaduto non ha fatto altro che camminare in lungo e in largo per Avola, nei quartieri limitrofi, cercando di far scomparire dal suo volto l’espressione sconvolta, stanca e delusa di quel momento. E ha deciso di andare avanti, di continuare per la sua strada supportato da una moglie che non gli ha fatto mancare l’appoggio e di non volersi far intimorire a seguito di questo vile atto.
“Adesso ho la piena consapevolezza che non sono da solo – conclude – perché rileggendo ancora in questo momento i messaggi di solidarietà che continuano ad arrivare per quanto accadutomi, tantissimi anche da persone a me sconosciute, mi rende orgoglioso e fiero di far parte della società, della mia città, nonostante le sue forti contraddizioni. In questi ultimi giorni ho avuto modo di riscoprire e ricordare i tanti amici sparsi in giro per l’Italia. Mi fa capire che nessuno e solo anche quando pensa di esserlo. Grazie a tutti per il coraggio che mi trasmettete“.
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