“Nella giornata di ieri – ha scritto in una nota il deputato nazionale Pd Pippo Zappulla – in significativa coincidenza con i 47 anni dai “fatti di Avola”, le Commissioni Lavoro e Agricoltura della Camera, in seduta congiunta, hanno approvato, con il voto pressoché unanime (ad eccezione della Lega Nord) di tutti i gruppi parlamentari, una importantissima risoluzione su “interventi per la prevenzione e il contrasto del lavoro irregolare e del caporalato in agricoltura”.
Si è giunti, dopo mesi di incontri e di audizioni delle forze sociali, sindacali ed economiche, a un testo unificato che impegna seriamente il Governo ad assumere provvedimenti legislativi adeguati. Il ministro Martina ha dichiarato che, subito dopo l’approvazione della Legge di Stabilità, emanerà uno specifico disegno di legge che terrà debitamente conto della risoluzione approvata.
Nello specifico e in sintesi la Risoluzione approvata punta a definire una Cabina di Regia nazionale che, tramite i Centri per l’impiego del lavoro agricolo dei singoli territori, e avvalendosi di tutte le istituzioni preposte verificherà, controllerà e contrasterà ogni forma di lavoro irregolare e di caporalato in agricoltura.
A realizzare un elenco delle imprese che decideranno di aderire alla “Rete del lavoro agricolo di qualità” valorizzando il ricorso alla etichettatura dei prodotti finali del lavoro agricolo di qualità prevedendone adeguata pubblicità. A potenziare la tutela per i lavoratori che denunziano i caporali o i datori di lavoro anche nei casi di lavoratori immigrati.
A rafforzare i controlli nelle aree più esposte con nuovo personale prevedendo anche l’utilizzo di moderni sistemi tecnologici di controllo a supporto dell’attività di vigilanza esercitata dagli ispettorati del lavoro e dalle forze dell’ordine.
A prevedere indennizzi per i lavoratori vittime del caporalato. Inserendo tra i requisiti necessari per accedere all’iscrizione alla “Rete del lavoro agricolo di qualità” la dichiarazione aziendale di rispetto e conformità a quanto previsto dalla contrattazione collettiva nazionale ed integrativa.
A promuovere iniziative specifiche di penalizzazione nei confronti delle Imprese che si avvalgono di lavoro irregolare e di caporalato anche aggredendo il loro patrimonio , con la confisca dei beni e bloccando immediatamente la possibilità di ricevere contributi pubblici.
Questi e tanti altri importanti punti sono inseriti nella risoluzione approvata ieri e che nelle prossime dovrà trovare corrispondenza in un organico provvedimento legislativo del Governo e del ministro per l’agricoltura Maurizio Martina.