Morì durante una gita alla riserva di Cavagrande di Avola: dopo 20 anni risarciti i familiari con 700 mila euro

L’assessorato regionale all’agricoltura é stato condannato al risarcimento del danno nei confronti della madre, della figlia e dei fratelli della vittima per oltre 700 mila euro

Quel maledetto 11 aprile del 1999 Paola Dugo morì mentre percorreva uno dei sentieri aperti al pubblico a Cavagrande.  Un masso si staccò dal costone roccioso, uccidendola per l’emorragia, la mancanza di soccorsi e misure di sicurezza.

A distanza di 20 anni, il Tribunale di Catania ha emesso la sentenza con cui condanna l’assessorato regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale al pagamento di oltre 700 mila euro di risarcimento ai familiari della donna scomparsa in quel tragico incidente. A nulla è valsa la difesa dell’assessorato sulla presunta impossibilità di controlli efficaci all’interno dell’area demaniale, anche perché dalle perizie tecniche è emerso che sulla parete in cui è avvenuto il crollo, si notavano diverse zone in precarie condizioni sia per il rischio di distacco sia per il mancato sostegno sottostante.

Alla fine i giudici etnei hanno ammesso da un lato l’impossibilità di una vigilanza costante del sito ma dall’altra la mancanza di opportune misure di cautela. Per questo motivo l’assessorato é stato condannato al risarcimento del danno nei confronti della madre, della figlia e dei fratelli della vittima – difesi dagli avvocati Giorgio Nicastro del Lago e Aldo Germano – per un ammontare di oltre 700 mila euro.

Giustizia è fatta – il commento dei familiari che chiedono la chiusura della riserva per scongiurare altri incidenti – nonostante l’ostruzionismo di assessorato e Aziende foreste demaniali che non hanno mai consentito l’accesso nei luoghi al ctu e non si sono mai presentati agli appuntamenti concordati. Grazie alla caparbietà e al lavoro dei legali si chiude una triste e dolorosa vicenda. Ora chiediamo un incontro ufficiale all’assessore Bandiera e al presidente Musumeci”.


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