L’allenatore di boxe di Avola Corrado Dugo: “Basta criminalizzare gli sport. Quei quattro sono solo dei vigliacchi senza valori”

Dugo ad Avola ha fondato una scuola di boxe dove insegna ai più giovani "il rispetto vero il prossimo, il fair play e l'umiltà"

“Lo sport insegna il rispetto, l’umiltà e l’amore per la vita e verso il prossimo, combatte il bullismo e tutte le forme di violenza. Gli aggressori di Colleferro sono solo dei vigliacchi”. Corrado Dugo, giovane campione di boxe avolese, è doppiamente ferito e addolorato. Come pugile, lui che ha mietuto successi a livello nazionale, ma anche come allenatore nella palestra che ha fondato ad Avola, punto di riferimento per tanti ragazzi, dove si insegna proprio la “nobile arte del pugilato” . Le immagini e le notizie che hanno riguardato la morte del giovane Willy pochi giorni fa lo hanno profondamente colpito, così come lo ha colpito la notizia “distorta di una qualche colpa ai danni delle arti marziali praticate dagli aggressori. Invece si tratta solo di assassini, che hanno agito senza pietà. Dare una qualche colpa alle discipline praticate da quei quattro, è fare un torto a chi nei veri valori dello sport ci crede”.

La passione per le Mma dei quattro protagonisti del massacro di Colleferro, testimoniata in tante immagini diffuse in tv e sui social, accostata alla tragica notizia della morte di Willy  hanno fatto male a chi, come Dugo, ha dedicato la propria vita allo sport.  “Il maestro ha una responsabilità importante, che è quella di educare gli allievi al rispetto dell’avversario e  insegnare loro la disciplina – continua Dugo – alla base di tutto, come nella vita, c’è l’umiltà e la voglia di aiutare chi è più debole, non certo sopraffarlo. I fatti di Colleferro nulla hanno a che fare con i valori dello sport. Chi ha ucciso quel povero ragazzo ha agito da assassino, senza alcun valore per la vita e senza valore per lo sport che praticava


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