“Mi ritrovo sui giornali con la notizia di presunte indagini sul cosiddetto “caso collette” di Avola, notizia che la stessa Procura ha definito infondata. Era già tutto noto e la vicenda nasce da un attacco di alcuni ex assessori e consiglieri e ne avevamo parlato mesi fa, quando ho risposto in modo chiaro e trasparente a ogni accusa e falsità. Voglio essere chiaro sull’argomento: anche se ci fosse un’indagine, per me non cambierebbe nulla. Ho sempre agito alla luce del sole, con massima trasparenza e nel pieno rispetto delle regole“. Al termine di una giornata convulsa, ieri, il parlamentare di Fratelli d’Italia Luca Cannata si lascia andare a un commento tra l’incredulità e la rabbia. La Procura di Siracusa – riportava ieri La Sicilia – avrebbe iscritto nel registro degli indagati l’ex sindaco di Avola nell’ambito di un’inchiesta che riguarda presunti contributi in contanti versati da ex consiglieri e assessori comunali durante i suoi mandati. L’accusa, a vario titolo, sarebbe di appropriazione indebita e falsità ideologica e assieme a Cannata risulterebbero indagate altre cinque persone. Ma già ieri in tarda mattinata la Procura di Siracusa non confermava la notizia.
Oggi, sempre sul quotidiano La Sicilia, si ammette l’esistenza di un’indagine ma non l’iscrizione di Cannata sul registro degli indagati, anche se – si legge – “La Sicilia ha avuto modo di consultare documenti da cui si evincerebbe tutt’altro”. In ogni caso, si tratterebbe di fatti accaduti tra il 2017 e il 2022 e la prescrizione per questi due reati sarebbe comunque di 6 anni. L’inchiesta era partita a febbraio 2025, con l’apertura di un fascicolo “modello 45”, cioè senza indagati e per atti non costituenti reato, a seguito delle prime segnalazioni. All’epoca Cannata aveva replicato parlando di una normale pratica di autofinanziamento volontario, definita una “colletta” tra assessori e consiglieri, precisando che non vi era nulla di irregolare. E lo conferma anche adesso.
“Chi oggi attacca sono gli stessi che in passato hanno tentato di lucrare e fare affari con il Comune, trovando però in me un muro invalicabile. Non potendo realizzare i loro comodi, ora provano a riscrivere la storia per screditare il sottoscritto, che ha risanato la città di Avola, l’ha fatta rinascere e oggi lavora per tutta la Provincia con risultati evidenti – conclude il parlamentare – Continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto, con trasparenza e determinazione. Chi tenta di usare giustizia e giornali come strumenti di lotta politica troverà sempre la forza della verità e della trasparenza”.

