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Il Nero D’Avola è tra i vini più venduti nei supermercati siciliani

Il Nero D’Avola è tra i vini più venduti nei supermercati siciliani. Con Syrah e Alcamo – secondo la classifica elaborata dall’Istituto di ricerca Iri per Vinitaly – il vino rosso tipico del nostro territorio risulta tra i più richiesti nel 2014 dai siciliani nei supermercati della regione e tra i vini più venduti in assoluto nella grande distribuzione in Italia con 6 milioni e 178 mila litri venduti. La ricerca indica infatti quali sono i vini più amati dagli italiani nel 2014, in cima ci sono Chianti e Lambrusco, da anni nelle prime posizioni del podio, mentre il Nero d’Avola si piazza in ottima posizione.

La questione fondamentale per il 2015 ed i prossimi anni è la difesa del valore da parte delle cantine e della Grande Distribuzione – ha commentato Virgilio Romano, Client Service Director Iri – La rincorsa dei volumi come prevalente obiettivo di crescita rischia di rivelarsi controproducente. Quindi sì alle promozioni, ma con intelligenza strategica. La difesa del ‘valore’ passa dalla difesa dei prezzi. Ogni prezzo deve riflettere un sano equilibrio di bilancio, bilancio in cui alle principali voci di costo deve aggiungersi sempre più quello della comunicazione, che deve avere tra i suoi obiettivi quello di trovare i consumatori di vino del domani“.

Un tema sul quale sta riflettendo anche la Grande Distribuzione e di cui si parlerà nella tradizionale tavola rotonda di Vinitaly che vede confrontarsi produttori e distributori (organizzata da Veronafiere in collaborazione con Iri). “Il tema di come calibrare le promozioni è fondamentale – ha affermato il rappresentante di Federdistribuzione (la più grande associazione di catene distributive) a Vinitaly 2015, Angelo Corona – Occorre sostenere i consumi, non solo di vino, ma senza drogare il mercato e senza annullare la percezione del giusto prezzo, che i consumatori devono mantenere. Il 2014 ci offre qualche segnale positivo, come la crescita a volume e valore della bottiglia fino a 75cl, fatto che non avveniva da anni. Su questi segnali occorre lavorare per dare continuità – ha aggiunto Corona – va ripensato il display dello scaffale, per abbinare un assortimento profondo con criteri che rendano facili la lettura dell’esposizione e la scelta. La comunicazione va migliorata e resa più efficace, sia lavorando sullo scaffale, sia con ‘app’ per gli smartphone, introducendo degustazioni e settimane del vino regionale. O evidenziando il corner del vino biologico che nei supermercati è ancora di nicchia, ma è cresciuto nel 2014 dell’11,3% a volume ed ha raggiunto i 1.432.000 litri venduti”.


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