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Avola caso Urso, il Pd attacca: “Dimissioni fake e rissa insabbiata” |La replica di Cannata

Al centro della polemica c’è la gestione delle dimissioni del consigliere Urso, presentate in seguito a una rissa che lo ha visto coinvolto con un dipendente comunale

Non si placa la tensione politica ad Avola dopo i recenti episodi che hanno visto protagonista il consigliere comunale Tullio Urso. Con una nota durissima diffusa l’11 febbraio 2026, il Circolo del Partito Democratico “2 dicembre 1968” ha denunciato quello che definisce un vero e proprio “colpo di teatro” messo in atto per coprire comportamenti definiti «poco edificanti».

Al centro della polemica c’è la gestione delle dimissioni del consigliere Urso, presentate in seguito a una rissa che lo ha visto coinvolto con un dipendente comunale. Secondo la segreteria del PD, l’atto di rinuncia alla carica sarebbe stato una farsa: le dimissioni sarebbero state inoltrate senza rispettare le normative vigenti, impedendone così l’accettazione immediata. Questa manovra avrebbe permesso a Urso di “meditare” e dichiararsi pentito, ritirando infine l’atto e restando saldamente al suo posto in Consiglio.

Il Partito Democratico punta il dito direttamente contro il Sindaco, Rossana Cannata, accusata di essere “sostanzialmente inadeguata” a gestire il proprio ruolo. La critica riguarda la scelta di minimizzare l’accaduto, declassandolo a semplici dissapori personali risolti con una stretta di mano. Per l’opposizione, il sindaco avrebbe propinato ai cittadini una “storiella da libro cuore” omettendo di avviare un’indagine interna necessaria per tutelare l’incolumità dei dipendenti comunali.

I toni del Pd si fanno ancora più accesi quando si parla dei metodi politici della maggioranza. Nella nota si legge che l’amministrazione non può essere diretta «con i muscoli» e si condannano fermamente atteggiamenti descritti come nostalgici dello squadrismo, che mortificherebbero l’intera comunità avolese.

“Il Palazzo di Città non è né una palestra né un luogo nel quale consumare la resa dei conti”, conclude duramente la segreteria del Circolo. Per il PD, la permanenza di Tullio Urso tra i banchi del Consiglio Comunale rimane inaccettabile e le sue dimissioni definitive restano, ad oggi, l’unico “atto dovuto” per restituire dignità alle istituzioni.


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