“Apprendo con stupore, ma non con sorpresa, le dichiarazioni del coordinatore cittadino di Forza Italia, Antonio Orlando. Stupore, perché chi parla dimostra di non conoscere i fatti. Non sorpresa, perché quando non si hanno argomenti si cerca lo scontro a tutti i costi. Faccio chiarezza una volta per tutte, con i fatti e con la legge”, così Salvo Coletta, presidente del consiglio comunale di Avola tirato in ballo nell’ormai famoso caso Urso, tra dimissioni presentate ma non efficaci e con l’opposizione che incalza sull’argomento.
“Il Consiglio Comunale del 9 marzo si è svolto nella più assoluta regolarità – afferma Coletta -. Presenti i consiglieri di maggioranza e, udite udite, anche i veri rappresentanti di Forza Italia in Consiglio: i consiglieri Drovetti e Canonico e l’assessore Cancemi. Loro c’erano. Hanno partecipato. Hanno votato. E nessuno di loro ha sollevato eccezioni. Dov’era il coordinatore Orlando? E i suoi consiglieri Iacono e Bellomo: Fuori dal Palazzo, a fare un sit-in con chi ha scelto la piazza invece del confronto democratico. Lo ripeto per l’ennesima volta: il consigliere Urso ha consegnato un foglio a un dipendente non addetto al protocollo, senza autentica, senza delega, ed è andato via. La legge, è sentenze del TAR sono chiare: senza il rispetto delle forme prescritte dalla legge, le dimissioni sono prive di efficacia. Non lo dico io, lo dice la giurisprudenza. E se qualcuno ha dubbi, si rivolga alla Segretaria Generale, presente in aula, che ha validato ogni atto. O forse il coordinatore Orlando sa più legge di chi la applica ogni giorno?”.
Poi l’affondo di Coletta, che vira sulla doppia faccia di Forza Italia in consiglio comunale.
“Mi chiedo: chi rappresenta oggi Forza Italia ad Avola? – domanda – I consiglieri Drovetti e Canonico e l’assessore Cancemi, che siedono in Consiglio e lavorano per la città? Oppure chi preferisce le passerelle mediatiche e le chiacchiere da talk show, senza nemmeno conoscere i fatti? Io ho rispetto per chi ogni giorno si assume la responsabilità di amministrare, non per chi fa politica dai social senza metterci la faccia in aula. Orlando parla di “terremoto legale”, di delibere nulle, di chissà quali mostruosità giuridiche. Bene: faccia pure ricorso. Vada in Prefettura. Vada in Procura. Troverà solo atti trasparenti, validati dalla Segretaria Generale, conformi alla legge. E troverà anche la mia più totale disponibilità a chiarire tutto, purché lo si faccia nelle sedi opportune e non in piazza. A chi mi accusa di “inadeguatezza” rispondo con i fatti: la seduta c’è stata, le delibere sono state approvate, la città sta andando avanti. A chi preferisce lo scontro al confronto dico: peggio per voi. Noi continuiamo a lavorare, con la legge dalla nostra parte e con la coscienza a posto”.
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