Avola, volontariato: spesa e farmaci per le fasce deboli con gli “angeli” della Croce Rossa

Sono a lavoro sei giorni su sette

In questo periodo di emergenza, in cui le fasce più deboli della popolazione si trovano a subire le più devastanti conseguenze, c’è chi, nonostante gli inevitabili rischi, non si ferma e continua a lavorare in silenzio per portare sollievo. Sono i volontari che sin dall’inizio dell’emergenza hanno deciso di mettersi a disposizione della collettività.

Gruppi legati a parrocchie, a enti, ma anche (e soprattutto) i servizi sociali del Comune che, con una serie di iniziative, stanno lavorando affinchè nessuno resti indietro. Dall’inizio del lock down, infatti, è stato, poi, attivato il servizio di “farmaco e spesa a domicilio” con la croce rossa italiana, comitato di Avola.

All’inizio si lavorava due giorni a settimana, ma ben presto abbiamo aggiunto anche un altro giorno fino ad arrivare a coprire, ora, tutta la settimana. Non pensavamo arrivassero così tante richieste, pensavamo ci fosse più diffidenza e, invece, abbiamo dovuto far fronte a numerosissime richieste. La gente ci dà fiducia”. Sono le parole di Rosita Morale, delegata alla segreteria e amministrazione di Cri, Avola. “Ci occupiamo di tutto, anche di andare dai medici per ritirare le ricette. Siamo in servizio dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19, sei giorni a settimana, basta chiamare il 3663379140”.

Una umanità varia, fragile e, spesso, sola. Con questo hanno a che fare i volontari di Cri tutti i giorni “A volte le persone anziane si intrattengono al telefono a parlare per diversi minuti. È chiaro che hanno bisogno anche solo di fare due chiacchiere. Quella che salta all’occhio ora più che mai è la solitudine di queste persone. Per loro, quei pochi minuti al giorno di chiacchiera o di visita, quando portiamo loro cibo e medicine, rappresenta uno sfogo”. Un lavoro faticoso che impegna tutti i volontari “Le persone ci stanno ricompensando con la loro gratitudine. A ringraziarci non solo gli anziani, ma anche i loro congiunti lontani che non possono prendersene cura. Sono questi ultimi a chiamare per ordinare spesa e farmaci per i loro cari. Per noi la loro gratitudine è la nostra più grande soddisfazione”.


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