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Avola, una nuova battaglia sul (mancato) porto turistico: in Consiglio volano stracci

Si è consumato in aula l'ultimo capitolo della lunga vicenda legata alla mancata realizzazione del porto

All’ultima seduta del Consiglio comunale si è consumato l’ennesimo scontro tra maggioranza e opposizione. Oggetto del contendere, stavolta, è stato il porto turistico, o, per meglio dire, la mancata realizzazione dello stesso.

Una petizione, con 270 firme, è stata depositata al Comune per chiedere se l’amministrazione abbia, in sostanza, tra le sue priorità la realizzazione del porto turistico e, precisamente “se il sindaco e la Giunta ritengano l’opera strategica per lo sviluppo economico della città e per l’occupazione e quando ritengono di avviare iniziative per la realizzazione dell’infrastruttura portuale di Avola” si legge nell’atto. Chiesti, poi, chiarimenti “sugli impedimenti legali che, dal 2016 (anno di revoca della precedente concessione), hanno inibito l’individuazione di nuovo concessionario“.

Cannata, con un corposo “dossier” alla mano, ha fatto in aula un lungo excursus sulla storia della progettazione del porto, che dovrebbe sorgere, nelle intenzioni, al borgo marinaro e per il quale è ancora in corso una battaglia legale  con la Fn progettazioni, aggiudicataria del progetto. Secondo Cannata “il porto turistico è inserito nel piano triennale delle opere pubbliche. Questo vuol dire che chiunque, in questo momento, può presentare, attraverso il project financing, la proposta per realizzare la struttura“.

Il sindaco ha evidenziato, inoltre, che non è il Comune a dover costruire il porto, la cui realizzazione deve essere posta in capo a società private. “Dunque, è  di tutta evidenza che c’è da parte dell’amministrazione l’interesse per la costruzione del Porto – ha continuato Cannata -. Se, però, qualcuno vuole fare passare il messaggio che il sindaco non è interessato alla costruzione del Porto vuol dire che mente”.

Questo è solo l’ultimo capito della battaglia sul (mancato) porto turistico. Nelle scorse settimane era sceso in campo anche l’ex presidente della Provincia Nicola Bono, punzecchiando il primo cittadino sulla realizzazione della strada per il porto che sarebbe stata “viziata” da presunti interessi personali legati a dei terreni sottoposti ad esproprio. Un attacco che Cannata ha respinto al mittente:  “Qualcuno ha voluto mettere dubbi sul sottoscritto, non ho alcun terreno nell’area portuale che possa essere oggetto di esproprio. Semmai ogni previsione di espropriazione fa parte dei piani regolatori generali e del porto approvati dalle amministrazioni passate dimostrabile con carte alla mano”.


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