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Avola, un rum dal sapore siciliano prodotto dalla “cannamele”: nasce Avolarum

Una tradizione riportata in vita da un imprenditore locale. Si tratta del primo rum prodotto al 100 % in Sicilia

Una tradizione interrotta da due secoli che rinasce grazie al coraggio e alla tenacia di un imprenditore locale: ad Avola torna la produzione di pregiato rum agricolo. La città della mandorla e del vino “nero” è stata, infatti, per lungo tempo anche la patria di un altro grande prodotto: la canna da zucchero (o “cannamele”). La storia di Avola è strettamente legata a quella della cannamele, elemento base per la produzione del rum.

Basti pensare al fatto che i superstiti del terribile terremoto del 1693 trovarono riparo a valle proprio nella zona del “trappito”, dove insisteva proprio la canna da zucchero. La coltivazione di tale prodotto in Sicilia (largamente diffusa per secoli, sin dall’epoca araba) fu mantenuta solo ad Avola, nella proprietà dei Marchesi Pignatelli d’Aragona Cortes, dove il succo della canna veniva impiegato non solo, appunto, nella produzione di zucchero ma anche di rum, famoso tra le nobili famiglie siciliane. La produzione  è proseguita fino a fine Ottocento, poi si è interrotta.

Oggi è stata ripresa da Corrado Bellia, già direttore del consorzio della mandorla e del locale museo delle tradizioni agricole che, basandosi sul testo del 1878 del botanico Giuseppe Bianca “Monografia agraria del territorio di Avola”, ha deciso, tre anni fa di dare una possibilità concreta al recupero della tradizione più autentica di rum italiano, anzi siciliano. Ecco così apparire le prime piantagioni di canna da zucchero, che, lavorate in questi mesi, hanno dato vita alla prima produzione in commercio da giugno 2021,  presentata nei giorni scorsi al centro giovanile. Avolarum, questo il nome del prodotto, vanta già un primato: quello di essere il primo rum interamente prodotto in Sicilia. Dalla canna da zucchero di Avola, infatti, si passa direttamente alla distillazione a Messina, alla distilleria Giovi.

Sin dall’inizio di questa avventura è stato fondamentale l’incoraggiamento di Leonardo Pinto, uno dei massimi esperti del settore, Direttore di ShowRUM -Italian Rum Festival, membro di numerose giurie internazionali e organizzatore di Master di specializzazione per gli operatori del settore.Un grande sostegno è arrivato anche da Marco Graziano, altro “rum brothers”. “La riscoperta del Rum made in Sicily è un affascinante viaggio nella storia che può restituire al nostro Paese un ruolo significativo nel variegato mondo del Rum – dice Bellia – Una storia di cui si era persa la memoria e che rientra oggi nel paniere delle storiche eccellenze siciliane”.


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