Avola, un appello ai cittadini da parte di Paola Scibilia: “Chiediamo tutti insieme giustizia per le vittime del 2 dicembre”

A sostenerla lo storico Sebastiano Burgaretta "Non c'è giustizia senza verità"

Fatti di Avola: “Aiutatemi a chiedere giustizia”. L’appello è stato lanciato da Paola Scibilia (figlia di Giuseppe, uno dei due braccianti morti il 2 dicembre del 1968) durante la tavola tematica ieri al Bianca/Vittorini, organizzata nell’ambito del progetto “Per chi crea”. La donna, assieme alla sorella Carmela, a distanza di 51 anni non si rassegna e continua con forza a chiedere che gli atti delle due inchieste scaturite dopo i “Fatti” siano finalmente desecretati e che il padre e Angelo Sigona ottengano giustizia.

Lo scorso anno, durante le celebrazioni per il 50mo anniversario, sono state dette  parole rassicuranti da parte di chi ha potere di intervento. Non c’è stato, purtroppo, nessun passo avanti – ha poi detto Scibilia –  Non è possibile che dopo tutto questo tempo non sia fatta luce sulla vicenda. Di chi siamo vittime? Io non mi stancherò mai di chiedere giustizia e chiedo a tutti i cittadini avolesi di sostenermi. Faccio un appello affinchè tutti uniti possiamo chiedere giustizia per le vittime

A sostegno delle parole della donna anche l’intervento dello storico Sebastiano Burgaretta che, rivolgendosi alla giovane platea, ha invitato tutti a raccogliere il testimone degli eredi Scibilia e Sigona: “Non c’è giustizia senza verità. Avete una grande responsabilità. Raccogliete il testimone e chiedete che sia fatta finalmente giustizia”. I ragazzi, infatti, sono attualmente impegnati in una delle fasi del progetto Mibac e Siae, fortemente voluto dalla dirigente Lina Alaimo  (con le professoresse Elvira Artale, Lia Cantamessa, Gina Delli Rocili e Debora Barbagallo) per il quale realizzeranno un video reportage proprio sui Fatti di Avola.

Al convegno, coordinato dal giornalista Giuseppe Cascio, hanno partecipato:Prof. Rosario Mangiameli, docente universitario e storico che ha parlato dell’impatto dei Fatti sulla storia nazionale e la nascita dello Statuto dei Lavoratori, il Prof. Paolo Randazzo docente ed esperto di teatro; Prof. Elia Li Gioi, ex sindaco di Avola, docente e pittore che ai Fatti ha dedicato un corposo nucleo di opere esposte lo scorso anno in una fortunata mostra a Montauban e Fabio Aurilio Dirigente Commissariato Pubblica sicurezza di Avola


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