Avola, tutela del territorio: nasce il movimento antincendio Iblei

L'impegno di un gruppo spontaneo di cittadini

Si è costituito il M.A.I. (Movimento Antincendio Ibleo). Si tratta di un movimento spontaneo di associazioni e di cittadini sorto per evitare ulteriori devastazioni, come è avvenuto sul territorio ibleo il 14 e 17 agosto e in cui sono state inceneriti centinaia di ettari di terreno, aree protette, archeologiche e naturalistiche, alberi, animali e case. “E’ sorto poiché abbiamo a cuore la tutela della natura e la bellezza di questa terra, fatta di colline e cave incantevoli, che sono le caratteristiche peculiari del nostro altipiano ibleo – si legge in un comunicato diffuso dal neocomitato – Pensiamo sia importante la valorizzazione di un territorio in cui valga la pena di vivere, in cui la gente si senta custode della bellezza della terra su cui cammina.
Difendere il nostro territorio è un diritto/dovere di tutti che si può ottenere con la partecipazione e la cittadinanza attiva che devono tutelare il bene comune. Sono in corso raccolte di firme e ci si propone di organizzare eventi culturali e corsi che promuovano la cultura antincendio e la cura del territorio“.

Purtroppo, anche in questi giorni si sono verificati ancora ulteriori incendi, nella zona del netino. Il movimento ha l’intento, anche, di avviare incontri con sindaci, col Prefetto di Siracusa, assessori Regionali, funzionari della Forestale e della Protezione Civile. Lo scopo è di sensibilizzare le istituzioni che operano nel territorio ibleo, colpito sistematicamente da devastanti incendi, al rispetto delle leggi e regolamenti esistenti per combattere il fenomeno, nonché di proporre, alle Pubbliche Amministrazioni e agli enti preposti, possibili soluzioni e rapporti di collaborazione.

Sono stati eletti portavoce del M.A.I. Lorenzo Leone e Tiziana Palumbo. Il movimento si avvale dell’impegno dei coordinatori delle 5 aree di intervento (Rapporti con le Istituzioni, Prevenzione incendi, Spegnimento, Rimboschimento, Cultura/istruzione) nonché di tutti gli altri attivisti/e.


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