Avola, tentato omicidio a seguito di una lite: scarcerato venticinquenne avolese

Fondamentale la deposizione della vittima

Il Tribunale di Siracusa ordina l’immediata scarcerazione di un venticinquenne avolese, Danilo Carbè, accusato del reato di tentato omicidio. Il giovane, pochi mesi fa, aveva investito con la propria auto un altro ragazzo di Avola, Giuliano Marchisello, dopo un diverbio accesosi all’interno di un bar in Via Linneo. La decisione è stata presa dal Tribunale a seguito della deposizione del Marchisello.

Secondo la ricostruzione dei fatti di quest’ultimo, la lite scoppiò a seguito di un commento sessista pronunciato dal proprio fratello minorenne nei confronti della fidanzata di Danilo Carbè. Ne sarebbe seguito un “parapiglia”, al termine del quale il Carbè era uscito dal locale mettendosi alla guida della propria autovettura. Secondo l’imputato, non c’era la volontà di fare del male al malcapitato, ma si sarebbe trattato di un incidente.

Marchisello, nell’impatto con l’Audi del Carbè, aveva riportato una serie di traumi, tra cui al capo e alla faccia, e altre lesioni, con una prognosi di guarigione di giorni trenta, salvo complicazioni. L’uomo alla guida, dopo i fatti, si era presentato alla Stazione Carabinieri di Avola. Per lui era scattata la misura cautelare degli arresti domiciliari, ora revocata dal Tribunale penale, che ha accolto la  richiesta dell’avvocato del Carbè, Antonino Campisi. Alla prossima udienza del 13 febbraio il Pubblico Ministero esaminerà il fratello di Giuliano Marchisello.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo