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Avola, “Sulla scia della cometa”: in mostra l’arte presepiale di Tommaso Sgandurra

Per la prima volta in mostra presepi realizzati nell'arco di 8 anni dall'artigiano avolese

Una mostra di presepi realizzati interamente a mano, di pregevole valore artistico, in esposizione per la prima volta ad Avola. Fino al 6 gennaio, in sala Frateantonio, a fare da cornice ai numerosi eventi promossi dal Comune e previsti in calendario per le festività natalizie , sarà “Sulla scia della cometa”, la prima mostra di arte presepiale a cura del Maestro Tommaso Sgandurra. Quest’anno, infatti, oltre al tradizionale presepe allestito dai dipendenti comunali, ad arricchire il Natale avolese è la prima esposizione di presepi artigianali del Maestro Sgandurra. L’amministrazione Cannata, con “L’Avolese” e Pro loco, ha voluto in questo Natale 2021, continuare a valorizzare un’arte antica e molto amata come quella dei presepi artigianali

L’ingresso all’esposizione è gratuito.

Sono stato invitato a esporre le mie creazioni, realizzate in un arco di otto anni – dice l’imprenditore avolese, artigiano per passione – sono sempre stato affascinato dall’arte presepiale ma ho deciso di mettermi in gioco dopo la nascita di mio figlio, un evento che mi ha particolarmente ispirato“.

Un vero culto, dunque, e un’innata passione nel progettare e realizzare presepi e natività. Così, in questo Natale 2021, ha offerto alla città di Avola la sua personalissima collezione con personaggi e scenografie curate nei minimi dettagli: cielo, montagne fiume, ovili, case, ponti…

Mi piacerebbe che l’arte presepiale continuasse a vivere e affascinasse le nuove generazioni – continua Sgandurra – è qualcosa che nasce da dentro e si può esprimere in diversi modi, ognuno nella maniera più originale. Ciò che conta è il significato del presepe

Tanti i materiali utilizzati dall’artigiano e diverse le tecniche di realizzazione affinate negli anni: dal polistilene al gesso, all’incisione.

Sono fiero e onorato di poter condividere con tutti le mie creazioni e mi auguro che quest’arte tradizionale possa essere coltivata dai più giovani” conclude Sgandurra.


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