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Avola, stabilizzazione dei precari Asu: assemblea on line del sindacato Csa Asu Sicilia

Sul banco anche il tema del monte ore settimanali

Su iniziativa del Csa Asu Sicilia si è tenuta, poco prima di Pasqua, l’assemblea sindacale dei lavoratori ASU in modalità telematica. Il tema sul banco era quello della stabilizzazione dei precari di Avola.

“Sono 107 i lavoratori Asu che prestano la loro attività presso il Comune di Avola – dicono Clara Crocè, segretario regionale sindacato Csa e Fabio Portuesi responsabile aziendale – e ci siamo resi subito conto  che senza l’approvazione dell’art 46 la norma della finanziaria regionale i lavoratori Asu non avrebbero avuto alcuna prospettiva di stabilizzazione” .

Una stabilizzazione che, in questo momento, sembra, dunque, sempre più vicina, grazie al via libera dell’Assemblea regionale siciliana. Si dovrebbe chiudere, così, una pagina di precariato di lavoratori nella pubblica amministrazione che si era aperta trent’anni fa e che riguarda, appunto, anche il Comune di Avola.

“Dobbiamo riconoscere che il sindacato Csa – aggiunge Portuesi – già a febbraio del 2020 , in solitudine ha portato avanti la battaglia sia a livello regionale attraverso l’on.le Lo Giudice che a livello nazionale perchè si recepisse la norma che prevede l’assunzione dei lavoratori Asu al di fuori della dotazione organica”.

Non solo la stabilizzazione, ma anche l’aumento del monte ore settimanali al centro della discussione del Csa Asu. Un traguardo ormai vicino, alla luce degli ultimi sviluppi normativi. La misura approvata dall’Ars, infatti,  riguarda circa 4.571 lavoratori. Stanziati dieci milioni per il 2021, 15 per il 2022 e altri 15 per il 2023.

“Abbiamo vinto una battaglia ma non la guerra – continua  Clara Crocè – Vinceremo la guerra quando tutti i lavoratori ASU sottoscriveranno un contratto a 36 ore settimanali . La norma è chiara: i sindaci godranno un contributo pari all’assegno di utilizzo erogato ad ogni singolo lavoratore . Ad esempio,  Comune di Avola 595 euro x 107 lavoratori ASU, a ciò si aggiunge una quota supplementare per gli oneri derivanti dalla contrattualizzazione a temo indeterminato. Ne consegue che nessun lavoratore ASU percepirà un centesimo in meno di ciò che attualmente percepisce”. La palla passa ora ai sindaci che nel prossimo triennio dovranno, tra le altre cose, aumentare il monte ore agli Asu.

“Adesso i sindaci dovranno fare la loro parte – conclude Crocè – devono assumere l’impegno nell’arco di un triennio di aumentare le ore ai lavoratori; gli stessi possono da subito anche contrattualizzare fino a 36 ore settimanali integrando il contributo regionale con fondi propri. Con il contratto a tempo indeterminato gli Asu avranno i contributi previdenziali, il salario accessorio e beneficeranno di tutti quegli Istituti contrattuali fino ad oggi negati. Oggi più che mai è necessario organizzarsi sui posti di lavoro anche prevedendo una formazione dei nostri delegati affinchè gli stessi possano rivendicare i diritti che sono stati negati per troppo tempo. I lavoratori Asu svolgono servizi essenziali e coprono le carenze in organico , per i sindaci è finito il tempo del costo zero”.


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