Avola, solidarietà e inclusione: i SuperAbili riprendono le attività in presenza

Nasce una collaborazione con la onlus BrucoBaleno che ha anche donato dei dispositivi di sicurezza

Giovedì 22 ottobre nella sede dei SuperAbili Onlus riprenderanno  le attività in presenza dell’associazione. Dopo una lunga parentesi di  “vuoto” relazionale si ritorna al prossimo, al concetto di prossimità  e di presenza in sicurezza, secondo le normative anti Covid-19.  Quest’anno le novità sono tante, soprattutto se si tratta di ripensare il modo di fare volontariato in sicurezza.  “A proposito di sicurezza  – riferisce Giuseppe Cataudella, presidente dei SuperAbili – il segno  più grande per l’inizio delle attività è stato sicuramente la donazione di un grande quantitativo di dispositivi anti-Covid  offerti dalla Onlus Toscana BrucoBaleno”.

La BrucoBaleno Onlus – fa sapere la presidente Roberta Petrignani – nasce dall’idea e la voglia di trasformare il dolore per la perdita di una persona cara, in energia per aiutare gli altri. Nata nel Marzo del 2017, trova i suoi collaboratori sparsi in gran parte d’Italia, dal sud al nord, passando dalle nostre bellissime isole maggiori”.

Voglio personalmente ringraziare – continua Cataudella – Barbara Di Maria, una mamma avolese di una straordinaria sensibilità e generosità, perché grazie al suo supporto e al suo aiuto ci ha dato l’opportunità di conoscere la BrucoBaleno Onlus. Grazie a persone come loro la cultura del dono non cede alla crisi, all’isolamento e alla paura”.

Poiché il lockdown per tantissimi mesi ha relegato a casa i ragazzi diversamente abili adesso è arrivato il momento di riprendere il percorso di vita individualizzato. La salute psico-fisica delle persone diversamente abili dipende soprattutto dal grado di accoglienza e di opportunità che viene data loro, un grado di accoglienza che parte dalla famiglia, dalla scuola, dalla parrocchia, dalla società civile e da un welfare inclusivo che a volte risulta pienamente insufficiente. Ad ogni inizio di anno sociale sono sempre di più le richieste delle famiglie con figli diversamente abili in età post scolare che chiedono di partecipare alle attività sociali. “In questi ultimi sedici anni di vita – conclude Cataudella – i volontari dei SuperAbili hanno sempre aperto le porte del loro cuore e si sono sempre resi disponibili affinché nello spazio delle fragilità umane e sociali ogni singola persona si senta amata, incoraggiata, sostenuta e accompagnata. Chi opera nel sociale come volontario sente forte la responsabilità dell’inclusione e della solidarietà umana, una solidarietà che mette insieme valori e norme capaci di ricostruire vie di futuro possibile. Sono anni che invece la classe politica fatica nell’applicazione dell’articolo 14 della legge quadro 328/2000 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, uno straordinario strumento legislativo affinché si ottenga in pieno l’integrazione scolastica, lavorativa, sociale e familiare di ogni singola persona”.


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