Avola, si è conclusa la prima edizione della Summer School di Economia Civile

Per tre giorni a “lezione” di economia civile. Si è conclusa nei giorni scorsi la prima edizione della Summer School di Economia Civile, voluta da Steni Di Piazza di Banca Etica, rivolta agli imprenditori o aspiranti tali e dedicata al tema dell’innovazione sociale. La Summer School si è tenuta nello splendido contesto dell’Eremo Madonna delle Grazie di Avola Antica, che già lo scorso gennaio aveva fatto da culla ad AvoLab, il laboratorio di Economia Civile che vuole essere il luogo di incontro fra la teoria della scuola legata al nome di Stefano Zamagni, economista di fama internazionale, e la pratica per certi versi rivoluzionaria del mercato civile, in cui è la reciprocità ad animare gli scambi e non l’obiettivo della massimizzazione del profitto a tutti i costi.


Alla Summer School hanno partecipato oltre trenta fra imprenditori, studenti universitari che aspirano all’autoimprenditorialità, cooperatori, consulenti d’impresa e persino tre preti della diocesi di Noto (padre Mario Gugliotta di Ispica, padre Stefano Trombadore di Rosolini e padre Giovanni Stracquadonio del Duomo di S. Giorgio a Modica).

Inaugurata dalla lezione del Direttore Generale di Banca Etica, Mario Crosta, i tre  giorni di Summer School hanno visto relatori illustri del mondo accademico (tra cui i professori Stefano Zamagni e Luigino Bruni) e della realtà economica (tra tutti, Johnny Dotti, amministratore delegato di Welfare Italia e Alessandra Viscovi di Etica SGR). I responsabili del team che ha curato l’organizzazione della scuola, MariaOlivella Rizza, economista dell’Università di Catania e Maurizio Macciò, amministratore delegato di Bluenergy Sicilia, hanno voluto ogni unità didattica strutturata fra teoria e pratica dell’impresa civile.

Hanno anche voluto che questa prima edizione fosse dedicata al tema dell’innovazione sociale, trattata dal sociologo dell’università di Bologna, Andrea Bassi. Su questo tema gli studenti hanno partecipato a due workshop. Nel primo, animato da un team di The Hub Sicilia, gli studenti hanno riflettuto insieme su come applicare soluzioni socialmente innovative ai problemi che vengono  dalla pratica del proprio lavoro o dalla pressione delle proprie passioni.

«É incredibile, dice Linda Schipani, ingegnere dei materiali e artista per vocazione, come in così poco tempo, riflettendo insieme in piccoli gruppi, riescano a venire fuori idee sensate sui problemi di tutti i giorni, quali del riciclo che a me stanno a cuore perché è da lì che muove la mia ricerca artistica». Sulle soluzioni individuate, gli studenti si sono poi misurati con la pratica del business plan, simulato sotto la guida di Anna Strano, consulente di impresa.
 


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