“Nel 2014 l’Europa torna protagonista della rete pedopornografica virtuale, che domina con il 37,34 %. Al secondo posto l’Africa (24,67 %), l’America (23,25%), l’Asia (12,93 %) e l’Oceania (1,80 %). Molti Paesi nel mondo sono inoltre responsabili per l’istigazione della cultura pedofila attraverso la rete internet”.
Lo afferma don Fortunato di Noto, fondatore e presidente dell’Associazione “Meter” contro la pedofilia’, che nella sede di Avola, ha presentato nei giorni scorsi il Report 2014. Un altro allarme che emerge dal rapporto è che non solo 600 neonati sono stati violati in Italia nello scorso anno, ma che l’abuso nel 70% dei casi è stato fatto da donne.
“I neonati – afferma Don Fortunato Di Noto – li abbiamo contati a uno a uno. La cosa che fa riflettere è che una percentuale altissima coinvolge le donne che, in maniera chiara, esplicita, drammatica, crudele, hanno violato sessualmente i neonati“.
In un anno sono state segnalati alla polizia italiana e alle polizie estere: 574.116 foto pedofile che ritraggono bambini dai 3 ai 16 anni, 95.882 video con bambini dai 3 ai 13 anni, 621 foto e video con neonati.
Anche quest’anno quindi l’associazione Meter – per mezzo dell’Osservatorio mondiale Contro la Pedofilia (Osmocop) – presenta “la drammatica realtà del fenomeno sugli abusi sessuali e maltrattamento sui bambini“, ricordando che “l’abuso virtuale è un abuso reale“. Si tratta di “importanti risultati raggiunti da Meter – dichiarano – che grazie alle segnalazioni inoltrate alle autorità giudiziarie in Italia e all’estero hanno permesso di avviare delicatissime indagini, e una privilegiata e attendibile mappatura mondiale del fenomeno online con ripercussioni ed evidenziazioni su un crimine drammatico, violento, criminale che non risparmia neanche i neonati“.
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