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Avola, querela per frasi ingiuriose: l’ex consigliere Bellomo si scusa con le persone offese

Nel 2016 Bellomo rilasciò una dichiarazione in cui utilizzava espressioni piuttosto forti nei riguardi dei due "avversari" nel civico consesso Inturri e Caldarella

I consiglieri offesi da Bellomo

L’ex consigliere comunale Sebastiano Bellomo si scusa per le frasi infelici pronunciate nei riguardi dei consiglieri di opposizione Nuccio Inturri e Pino Caldarella. I fatti risalgono al 2016, quando Bellomo, che all’epoca sedeva tra i banchi della maggioranza nel civico consesso, rilasciò una dichiarazione a mezzo stampa in cui utilizzava un’espressione piuttosto “forte”.  “Solo dei miserabili e dunque degli esseri spregevoli possono scrivere e pensare ciò da voi scritto” la frase utilizzata dall’ex consigliere. Quasi immediata la reazione di Caldarella e Inturri che decisero di presentare querela.

Mi preme precisare che quivi esprimevo una valutazione di carattere politico in risposta all’articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia il 16 aprile 2016 degli stessi nei riguardi del sindaco che io, quale consigliere comunale di maggioranza, appoggiavo” la difesa di Bellomo che, poi, continua: “Mai ho inteso sinceramente offendere i suddetti consiglieri e, pertanto, se, come dichiarato dagli stessi, ciò ha provocato offesa al loro onore, pubblicamente sono pronto a scusarmi, per come mi scuso, anche se non era mia deliberata intenzione offendere Caldarella e Inturri“.

Insomma, un “mea culpa” in piena regola con il quale Bellomo intende chiudere la querelle con i due ex “nemici”.

In buona sostanza, mi preme evidenziare come la condotta da me tenuta, in occasione della pubblicazione della suddetta frase, se è sembrata irrispettosa e disdicevole, non voleva deliberatamente ledere l’onorabilità dei consiglieri – conclude Bellomo – Rinnovo loro formali scuse per il deplorevole accaduto e autorizzo espressamente la pubblicazione su qualsivoglia mezzo di informazione della presente lettera, ove dagli stessi Caldarella e Inturri ritenuto necessario“.


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