Si è concluso con una sentenza di condanna il processo a carico di C. R., oggi non più in servizio presso l’ASP 8 di Siracusa ma, all’epoca dei fatti, medico in servizio al Pronto Soccorso dell’ospedale “G. Di Maria” di Avola.
Il sanitario era stato rinviato a giudizio perché, nella sua qualità di medico di Pronto Soccorso, aveva visitato il paziente Franzo Caruso, giunto presso il nosocomio avolese a meno di due giorni dal precedente accesso, lamentando sintomi quali cefalea, astenia e sindrome vertiginosa.
Secondo l’accusa, il medico, per colpa consistita in imprudenza e negligenza, avrebbe omesso di sottoporre il paziente ad accertamenti strumentali adeguati rispetto alla sintomatologia riferita e alla sua recente storia clinica, in particolare all’esecuzione di una TAC encefalo. Tale omissione, secondo la ricostruzione accusatoria accolta dal giudice, avrebbe determinato il decesso del paziente, avvenuto dopo le dimissioni disposte dallo stesso sanitario.
Il procedimento ha avuto origine dalla denuncia presentata dai familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Natale Vaccarisi. Al termine dell’istruttoria dibattimentale, il giudice monocratico del Tribunale di Siracusa, accogliendo le argomentazioni della Procura e delle parti civili costituite, ha ritenuto l’imputato responsabile del reato contestato.
Con la concessione delle circostanze attenuanti generiche, l’ex medico dell’ASP 8 è stato condannato alla pena di quattro mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali, con concessione della sospensione condizionale della pena. Il giudice ha inoltre disposto la condanna dell’imputato al risarcimento dei danni in favore di tutte le parti civili costituite nel processo. A distanza di quasi sei anni dai fatti che portarono alla morte di Franzo Caruso, imprenditore molto conosciuto nella cittadina esagonale, si conclude così il giudizio di primo grado.
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