Avola, “missione” sul web per Don Fortunato di Noto

Il fondatore di Meter continua a lavorare utilizzando i canali social anche per gli esercizi spirituali

Normalmente vado a dormire alle 3 del mattino (come sempre), mi alzo tra le 5.30 e le 6. Poi, dopo essermi sistemato, prego e studio: mi alimento della Parola di Dio. In questo tempo di restrizioni vado, ogni giorno (con tutte le cautele del caso) in parrocchia, alle 10 celebro la Santa Messa diffusa attraverso i social , faccio piccole cose … ma importanti per i fratelli e le sorelle di questo popolo a me affidato:  una benedizione al cimitero, un malato che sta per morire (è capitato già in questi giorni). Sono le parole di Don Fortunato di Noto, che in questi giorni di emergenza lavora tenendo i  contatti con i volontari di Meter e con i numerosi parrocchiani (Di Noto è parroco di due parrocchie: S. Giovanni B. e Madonna del Carmine).  “Stiamo preparando gli esercizi spirituali che trasmetteremo online, la mia terra di missione resta anche internet e cerchiamo di dare il nostro aiuto – continua il parroco – Le pillole quotidiane trasmesse via web#lacheisachecè  attraverso  È la normale giornata di un prete, in mezzo alla gente”. La Messa e gli appuntamenti online  con decine di migliaia di visualizzazioni e migliaia in collegamenti live.

Rispettare le regole, la regola salva la vita tue e quella degli altri. Non cè  occasione, da parte di don Fortunato di lanciare lappello#iorestoacasa e alla sua comunità #distantimaincomunione.

Quarantena o no, don Fortunato Di Noto da 30 anni comunica sul web. Molti lo conoscono come il sacerdote antipedofilia fondatore e presidente dell’Associazione Meter Onlus ma è prima di tutto un parroco, nella parrocchia di San Giovanni Battista e al Carmine. E queste sono le sue parole mentre racconta in questa crisi ed emergenza planetaria del Coronavirus a Pinxa di Salvo Falcone.

Il momento non è facile – spiega don Fortunato – stare tutti a casa non ha impedito ai pedofili e a chi vuole fare del male, di continuare a commerciare materiale e adescare bambini”.  Denuncia e appello fatto anche dalla Polizia Postale italiana (nei primi 15 giorni di marzo aumentate le denunce n. 47 le denunce per casi di pedofilie e adescamento). “Se a tua figlia di otto anni arriva una busta nella posta, per quale motivo è lì? Parlate con i vostri figli, dialogate con loro”, dice Di Noto che ricorda come non sempre la ricchezza sia alla base di una famiglia: prima di tutto l’amore verso i figli.

Per  il sacerdote  è essenziale che i ricchi diano un contributo nella lotta al virus e alle forme di povertà. “L’acquisto di macchinari, materiale ospedaliero e quant’altro è utile per questo – conclude don Di Noto – Tutti insieme possiamo cooperare, e c’è anche una responsabilità sociale di chi è in grado di dare di più, ricorda. Malgrado tutto la vita sacerdotale di don Di Noto continua. E con la sua quella di tanti sacerdoti”.


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