Avola, minacce ed estorsione alla madre: udienza “smart” per il figlio, arresto convalidato

In collegamento via Skype dal carcere di Cavadonna

Ai tempi del coronavirus, anche le udienze diventano “smart”. Il Giudice per le indagini preliminari Carla Frau ha convalidato l’arresto del trentatreenne avolese, A. P., accusato di estorsione e maltrattamenti in famiglia. L’uomo è stato ascoltato via web, utilizzando un canale telematico, direttamente dalla casa circondariale di Cavadonna dove è attualmente detenuto.

Il gip ha disposto la misura della custodia in carcere nei confronti dell’avolese. Non ha potuto, infatti, accogliere la richiesta dell’avvocato difensore dell’uomo, Anna Maria Campisi, del Foro di Siracusa, di concessione degli arresti domiciliari poiché non poteva consentire il rientro del trentatreenne nell’abitazione dei propri genitori, che lo avevano denunciato a seguito della minaccia di dare fuoco alla casa.

A.P.  ha ammesso di avere chiesto dei soldi ai propri genitori e ha dichiarato di essersi  amaramente pentito delle minacce ai due per avergli negato l’aiuto economico. Niente più che una reazione di rabbia, dunque. A.P. è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Avola per estorsione e maltrattamenti in famiglia. L’uomo è tornato ad Avola la scorsa estate, dopo avere vissuto diversi anni in Veneto.

Al culmine dell’ennesima lite con i genitori ai quali ha chiesto del denaro, ha maltrattato e minacciato di morte la madre, tentando di dare fuoco all’abitazione dopo aver cosparso il pavimento di alcool. Il tempestivo intervento dei Carabinieri, chiamati dalle vittime, è stato provvidenziale per evitare che l’uomo riuscisse nel proprio folle intento.
I genitori, entrambi pensionati, hanno denunciato che analoghe condotte minacciose e violente, riconducibili ad incomprensioni familiari, perduravano da diversi mesi concretizzandosi in reiterati episodi di violenza fisica mai denunciati.


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