Avola, “mia mamma mi ha donato ancora una volta la vita”: la toccante lettera di Federica, figlia di Loredana Lopiano

La sentenza per Lanteri è stata emessa nel giorno del diciottesimo compleanno della giovane

Buongiorno, sono Federica Cimino, la figlia della signora Loredana Lopiano. Il giorno 25 novembre compirò 18 anni, ho sempre immaginato questo giorni diversamente, come tutti gli altri ragazzi della mia età sognavo una grande festa”. Inizia così la lettera che Federica, la più giovane delle figlie di Loredana Lopiano, ha indirizzato al Giudice, pochi giorni prima della lettura della sentenza di condanna a 30 anni a Giuseppe Lanteri, che ha ucciso con diverse coltellate la donna nel settembre del 2018.

Avrei voluto soprattutto che mia madre fosse stata presente in un giorno così speciale e in altri giorni ancora più importanti della mia vita – continua la giovane nella missiva, il cui contenuto ieri è stato divulgato in diretta nella trasmissione Mediaset “Mattino Cinque”-  Purtroppo tutto questo non sarà possibile. Lei non potrà essere più al mio fianco, soprattutto non ci sarà il giorno del mio matrimonio e non sarà accanto a me in ospedale quando e se avrò un figlio”. Federica, poi, si sofferma nel ricordo della mamma, che nei cuori di chi l’ha conosciuta (dai familiari, agli amici, ai colleghi del reparto di oncologia del “Di Maria”, dove la donna, lavorava come caposala) resta per sempre “l’angelo di oncologia”.

Mia madre è sempre stata una persona fondamentale, mi è stata ingiustamente tolta una parte importante di me. Mia madre era la donna più buona e dolce che avessi conosciuto e non lo dico solo perché era mia madre. Ogni giorno mi sveglio e sono consapevole di quello che è successo, adesso ho solo mio padre accanto, mia sorella studia fuori Italia. Non ho più chi chiamare quando prendo un bel voto a scuola, è vero nessuno me la ridarà più indietro”.

La giovane, che proprio nel giorno in cui è stata emessa la sentenza di condanna per Lanteri (per un arabesco del destino, si tratta anche della giornata internazionale contro la violenza sulle donne) ha compiuto 18 anni, conclude così: “Vivo con la paura che un giorno possa incontrare l’assassino di mia madre e che compia quello che non è riuscito a fare, ovvero uccidermi. Ho subito violenza fisica e psicologica da questa persona, cerco di superare i traumi ma purtroppo non si possono cancellare. Quel giorno, il 27 settembre, fu un trauma per me che cerco ogni giorno della mia vita di superare, ma quel giorno guardando mia madre stesa a terra, morta, in un letto di sangue oltre a non poter credere a ciò che era successo pensai e lo penso tuttora che mi ha salvata da quell’incubo ma soprattutto mi ha donato ancora una volta la vita. Grazie per la vostra attenzione”.


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