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Avola, Melilli Futura: il Consiglio di giustizia amministrativa boccia il ricorso

Ultimo capitolo della vicenda relativa ai 40 alloggi di edilizia popolare. La società dovrà pagare anche le spese processuali

Niente da fare per la “Melilli Futura”: secondo il Cga l’appello presentato dalla società contro il Comune di Avola è infondato. La vicenda ha avuto inizio nel 2016, quando la società edilizia ha presentato un programma costruttivo su un’area periferica della città (contrada “Mammaleddi”) di quasi 100.000 metri quadrati. Si trattava del progetto per la costruzione di 40 alloggi di edilizia popolare convenzionata.

A febbraio del 2017 il fascicolo della cooperativa era stato  trasmesso al Consiglio comunale per l’approvazione, ma il 19 dicembre dello stesso anno, con la delibera 41, il civico consesso aveva bocciato il progetto. “Melilli futura” aveva, dunque, deciso di far ricorso contro tale decisione ma il Tar lo aveva bocciato. Si è arrivati, così, all’ultimo capitolo della vicenda: il consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, pochi giorni fa, infine, si è espresso in merito al ricorso avanzato da Melilli Futura per la riforma della sentenza del Tar del 2019, dando, di fatto, ragione al Comune di Avola.

Secondo il Cga, infatti, tale appello è infondato e lo ha rigettato. Non solo: la società sarà tenuta a pagare le spese processuali in favore del Comune e della Regione poiché, come si legge in sentenza “Considerata la soccombenza della cooperativa appellante (Melilli futura, appunto) ed aggiunto a ciò il fatto che essa ha gravemente disatteso il principio di sinteticità degli atti processuali e violato le norme che lo introducono, si ravvisano giuste ragioni per condannarla al pagamento delle spese processuali in favore delle parti resistenti (Comune di Avola e Regione Siciliana)”.


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