Avola, manca la mensa a scuola. L’ex aspirante Masterchef: “porteremo la pasta al forno ai bambini del Collodi”

Un atto di "disobbedienza civile" organizzato dall'ex concorrente di Masterchef Gioacchino Tiralongo, che però non potrebbe essere realizzato per legge

Niente mensa? i genitori dei bimbi pronti ad accendere i fornelli. La provocazione arriva da Gioacchino Tiralongo, ex aspirante chef di Masterchef, che, assieme ai genitori degli alunni delle scuole avolesi, si è attivato per “smuovere le acque”. Gioacchino è il papà di una bimba di quattro anni che, come tutti i suoi piccoli compagni di classe, dall’inizio dell’anno scolastico non ha ancora potuto usufruire del servizio mensa.

Mia moglie ed io, così come tutti i genitori,  prepariamo panini o piatti freddi che la piccola consuma a scuola” dice Gioacchino. Una situazione che continua a creare disagio alle numerose famiglie coinvolte.

Sul punto, è intervenuta pochi giorni fa l’assessore all’Istruzione Simona Caldararo rassicurando le famiglie su un prossimo avvio di tale importante servizio.  “C’è stato un primo incontro tra i rappresentanti degli istituti e il sindaco – continua Gioacchino –  ma è servito solo per calmare un po’ gli animi ed evitare la manifestazione”. Gioacchino, insieme con altri genitori, ha deciso di passare dalle parole ai fatti. “Si tratta di una provocazione, ma in realtà stiamo cercando davvero di organizzare una giornata in cui cucinerò e prepareremo tutti insieme la pasta al forno per i bimbi del Collodi – prosegue Tiralongo – Un rione popolare, quello di Priolo, per me molto simbolico. Purtroppo non possiamo avere il supporto dei ristoratori, dunque abbiamo pensato di agire come società civile, anzi come disobbedienza civile. Anche se non si può portare del cibo all’interno dell’asilo, noi lo porteremo come privati cittadini, come genitori che cucinano per i loro bambini”.

L’intento dei combattivi genitori del Collodi è quello di “fare un po’ di chiasso e si vada a una risoluzione di questa faccenda”. Non c’è ancora una data certa per tale atto di “disobbedienza civile”, ma secondo Gioacchino l’organizzazione procede spedita, avendo raccolto le adesioni di diversi rappresentanti d’istituto. Resta da superare, comunque, l’impossibilità di introdurre cibi dall’esterno. Una sentenza della Cassazione, infatti, vieta, nelle mense scolastiche, il pasto portato da casa. I giudici della Suprema Corte hanno stabilito che “un diritto soggettivo perfetto e incondizionato all’autorefezione individuale, nell’orario della mensa e nei locali scolastici, non è configurabile” e che “la gestione del servizio di refezione è rimessa all’autonomia organizzativa delle scuole”.


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