Avola, lotta al cyberbullismo: ospite del progetto dell’Istituto Majorana Alice Masala

La sua storia raccontata nella docufiction "Dodicidue"

Nell’ambito della formazione sui temi del bullismo e del cyberbullismo, gli alunni peer educator dell’Istituto Superiore “Majorana” di Avola hanno avuto l’opportunità di incontrare, grazie all’utilizzo della didattica a distanza, Alice Masala, giovane studentessa universitaria che da bersaglio del bullismo è diventata testimonial di coraggio e di lotta contro questo terribile male che schiaccia e tormenta tanti giovani e adolescenti. Ha deciso di parlare delle sue paure e del suo tormento, subito dopo l’incontro al teatro comunale di Sassari, con il giornalista e regista Luca Paglieri.

Quel giorno, dopo aver sentito la storia di una adolescente ghettizzata, emarginata e perseguitata da un gruppo di bulli, ha sentito qualcosa muoversi dentro di sé: un rumore secco come un tappo che salta all’improvviso, un palloncino che esplode. Da quel momento in poi, come un fiume in piena, ha deciso di raccontarsi e di parlarne con il giornalista. In seguito la sua storia è diventa un docufilm dal titolo “Dodicidue”, presentato in tante scuole e teatri in tutta Italia.

Sono profondamente grato ad Alice, nonostante la distanza, – riferisce il Prof. Giuseppe Cataudella, referente bullismo del “Majorana” – di aver accettato il nostro invito, un incontro per raccontarsi e comunicare ai nostri giovani alunni cosa si prova nell’essere una vittima di bullismo e di cyberbullismo. L’unico modo per ringraziarla della sua collaborazione era quello di realizzare per lei un spot sul bullismo, un lavoro multimediale che parlasse di lei e dei tanti studenti che trovano il coraggio di denunciare. “Anonymous” è il frutto dell’impegno e del coraggio dei nostri studenti, un modo per dire a chi ancora ha paura di non mollare”.

“È una gioia immensa, per me, vedere che questa battaglia si sta espandendo, – fa sapere Alice Masale – una battaglia contro un fenomeno che fino a pochi anni fa era, purtroppo, trascurato. Sono onorata di combattere al vostro fianco, e di esser stata d’aiuto per i tanti giovani che ancora oggi aspettano il loro momento di liberazione”.

Alice è una ragazza meravigliosa, profonda, matura e con dei valori davvero d’altri tempi – riferisce Maria Letizia Caruso, alunna peer educator del Majorana – . L’incontro con lei è stato uno dei momenti più costruttivi e indimenticabili che difficilmente cancellerò dalla mia anima. Dal suo modo di comunicare e dalla sua timidezza traspariva una incredibile forza che ti incoraggia e ti spinge all’altruismo e alla voglia di lottare contro il terribile fenomeno del bullismo”.

L’Istituto “Majorana” – riferisce il Prof. Fabio Navanteri, dirigente scolastico – non smetterà, nonostante la didattica a distanza, di formare in modo serio e permanente i nostri alunni. Sono proprio loro che in questi momenti così delicati e difficili ci hanno chiesto di continuare a formarsi, a raccontarsi e condividere storie come quelle di Alice”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo