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Avola, Libera ricorda i “Fantasmi di Portopalo di Capo Passero” nella Rotonda sul Mare

Era il 26 dicembre del 1996 quando un'imbarcazione con quasi 300 migranti affondò a poche miglia dalla costa di Portopalo, nel silenzio della notte. Fu la peggiore tragedia nel Mediterraneo dal Dopoguerra e oggi quella emergenza troppo spesso sottovalutata è diventata un fenomeno strutturale che lascia quasi indifferenti

L’associazione Libera ha ricordato i “Fantasmi di Portopalo di Capo Passero” con un toccante momento nella Rotonda sul Mare con poesie e foto d’epoca per non dimenticare le vittime di quel fatidico giorno. Immagini, bandiere dell’associazione, la lettura di qualche passo e un minuto di silenzio in memoria di quelle vittime, poi un dibattito su coloro che arrivano e che accolgono, rifiutando pregiudizi e luoghi comuni.

Libera ha raccolto l’invito di Gaia Ferrara e dell’associazione Viandando per parlare di una tragedia dimenticata, simbolo di tante altre venute dopo negli ultimi 20 anni. Gaia Ferrara, è una giovane donna che, percorrendo 1.200 km circa, dal Gargano in Puglia, fino alla punta estrema della Sicilia orientale in bicicletta, ha tentato di coinvolgere la cittadinanza, richiamando l’attenzione sull’ F-174, il relitto dei “Fantasmi di Portopalo”, inghiottito dal mare con 283 persone a bordo e mai recuperato. Era presente anche l’artista avolese Elia Li Gioi, che sui migranti e sulle loro storie ha creato tantissime opere oggi in mostra nelle gallerie nazionali e internazionali.

Era il 26 dicembre del 1996 quando un’imbarcazione con quasi 300 migranti affondò a poche miglia dalla costa di Portopalo, nel silenzio della notte. Fu la peggiore tragedia nel Mediterraneo dal Dopoguerra e oggi quella emergenza troppo spesso sottovalutata è diventata un fenomeno strutturale che lascia quasi indifferenti.

 


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