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Avola, l’arco della tonnara “rinasce” grazie a un artista ennese

Si tratta di stone balance, un'arte effimera che negli anni ha ispirato diversi artisti anche in Sicilia

Un’installazione di “stone balancing” per ricreare l’arco della tonnara di Mare Vecchio, crollato il giorno di capodanno del 2015 in seguito a una forte tempesta. L’opera è stata realizzata da Giuseppe Busa, ennese, innamorato del territorio del sud est siciliano, per “ricordare l’arco della famosa tonnara di Avola, come era un tempo, crollato diversi anni fa e diventato il simbolo della decadenza di questa struttura che meriterebbe un bel restauro per farla ritornare al suo vecchio splendore“.

L’ installazione  consiste nel mettere delle pietre in equilibrio senza usare nessun collante e Busa, di passaggio nel Val di Noto, ne ha realizzate diverse: dai laghetti di Cavagrande fino a Petracca e Fosso Calcagno. “In ogni luogo che visito ne costruisco qualcuno sempre con forme diverse“. Non solo pietre: Busa, infatti, utilizza anche altri materiali trovati in loco, dando in questo modo una seconda vita agli oggetti di scarto; il tutto “senza una progettazione iniziale, lascio che siano i luoghi a ispirarmi. Sono ormai 10 anni che creo opere di stone balance“.

Un’arte effimera che negli anni ha ispirato diversi artisti e il numero dei creatori di opere di stone balance è cresciuto anche in Sicilia.

Durante i momenti di creazione, spesso Busa ha osservatori attenti e increduli in merito alla tecnica utilizzata.

Quella dello stone balancing, infatti,è una pratica che incuriosisce molto e che attira sempre curiosi. “Alla tonnara mi è capitato di avere degli spettatori. Un bimbo e il suo papà che non credevano ci fossero solo pietre e nessun collante e hanno voluto toccare con mano, facendo cadere tutto. Ho, dunque, ricostruito daccapo

 


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