Avola, la commissione prefettizia lascia il Comune: scatta il countdown per la relazione al Viminale

Sono stati anche mesi di veleni: il primo cittadino ha assicurato sin dall’inizio la piena collaborazione al lavoro della commissione, ma ha tuonato contro il commissario della locale Polizia di Stato

La commissione inviata dal prefetto Pizzi (oggi in pensione) nel maggio scorso lascia il Comune: per  Avola, adesso, è il momento dell’attesa. Si saprà solo tra 45 giorni (il lasso di tempo che intercorre tra la fine dei lavori e la presentazione del dossier al Viminale) quale sarà il destino della città, che da maggio vive l’incubo “commissariamento”.

Sono passati sei lunghi mesi dal giorno in cui la commissione prefettizia ha “bussato” alle porte del Municipio con il compito di accertare eventuali commistioni e collusioni nell’attività amministrativa e dentro il Comune di organizzazioni criminali e di ingerenza della organizzazione mafiosa sull’attività della pubblica amministrazione. In mano al team, l’incarico a seguito di decreto del Ministero dell’Interno.

Sei mesi trascorsi parlando con i dipendenti e acquisendo corposa documentazione. A finire sotto l’occhio di ingrandimento della commissione migliaia di pagine tra determine, delibere di Giunta, contratti, note spese e altro ancora. Una mole di documenti che ha richiesto uno sforzo suppletivo. Non a caso, i lavori avrebbero dovuto concludersi ad agosto, ma si è resa necessaria una proroga.

Sono stati anche mesi di veleni: il primo cittadino ha assicurato sin dall’inizio la piena collaborazione al lavoro della commissione, ma ha tuonato contro il commissario della locale Polizia di Stato Fabio Aurilio.

In diverse occasioni Cannata, infatti, ha accusato il commissario Aurilio di avere “un comportamento poco sereno nei confronti dell’amministrazione” e ha ribadito più volte che “gli atti dovranno essere scevri dalle considerazioni personali e opinabili del commissario come emerge chiaramente dalle indagini e frutto di illazioni degli avversari politici

A schierarsi a difesa dell’operato del commissario Fabio Aurilio sono state le opposizioni in seno al Consiglio comunale, alcuni consiglieri del Pd, il deputato regionale M5S Stefano Zito e, con una dichiarazione resa pochi giorni fa, anche Mariano Ferro, il leader del movimento dei “Forconi”. Tutti contro Cannata, eletto alla prima candidatura al turno di ballottaggio contro i big locali e poi rieletto la seconda volta con il 70% dei consensi al primo turno con un plebiscito storico in città.

L’amministrazione Cannata, in quest’ultimo periodo, ha, incassato il sostegno di gran parte del  mondo associazionistico avolese. Appena pochi giorni fa era stata la rete di imprese turistiche “Avola tra mare e canyon” a scrivere una lettera aperta al Ministro Lamorgese, al questore e al prefetto per ribadire l’appoggio alle politiche messe in campo dall’amministrazione dal primo insediamento. Oggi anche gran parte delle associazioni culturali, ricreative e sportive avolesi appoggiano l’amministrazione in carica. Hanno, infatti, impugnato carta e penna per scrivere  una lettera al ministro dell’Interno e al Prefetto di Siracusa riaffermando il pieno sostegno all’amministrazione Cannata in una missiva sottoscritta da Consulta comunale femminile, Amac, Avo, Lilt, Sicilia donna, Centro antiviolenza Doride, Aido, Conca d’oro, Asd Atletica, Pallamano, Mtb, Volley club Avola, Avola Basket e Virtus Avola e tante altre ancora, ma il passaparola è giunto anche a liberi cittadini che hanno aderito, firmando a loro volta tale lettera.

Negli ultimi anni Avola si è trasformata, sia dal punto di vista turistico-commerciale che dal punto di vista culturale – si legge nella lettera –  Infatti, oggi la Città pullula di vita, con decine di attività legate al turismo grazie alla valorizzazione del nostro mare, alla riqualificazione di zone della Città precedentemente abbandonate, alla promozione delle eccellenze enogastronomiche (il celebre “vitigno Nero d’Avola” e la “mandorla pizzuta”, la più pregiata al mondo)”. Secondo le associazioni il merito va riscontrato nelle politiche messe in atto, da sette anni a questa parte, dall’amministrazione Cannata.

Se ciò è avvenuto è perché dal 2012 un’Amministrazione giovane, accorta e lungimirante ha messo in primo piano le potenzialità e le bellezze paesaggistiche e architettoniche di questa città, da sempre “la perla dello Ionio – conclude la lettera – Vogliamo alla fine ribadire con forza la nostra totale solidarietà a questa amministrazione che tanto caparbiamente ha lavorato per la valorizzazione della nostra città, Avola, le cui origini si perdono nella Preistoria e che alcuni storici identificano all’antica e mitica Hybla major, Avola il cui stemma riporta tre api, simbolo dell’operosità dei suoi abitanti e due cornucopie, simbolo di abbondanza. Avola, in tempi recenti, culla dello “Statuto dei lavoratori”, Avola che oggi rischia di perdere la sua credibilità di città onesta e laboriosa”.


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