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Avola, inchiesta “Tutti a t’Avola”: il Pm chiede il “non luogo a procedere” per il sindaco Cannata

Al sindaco di Avola era contestato, nello specifico, il concorso in falso ideologico

“Non luogo a procedere”. Si è così pronunciato il Pubblico Ministero nei confronti del primo cittadino avolese, Luca Cannata, nell’inchiesta “Tutti a t’Avola”. Oggi, nuova udienza del processo che tanto ha fatto “rumore” per via del coinvolgimento di amministratori, dipendenti e imprenditori del Comune di Avola e dirigenti del Comune di Siracusa; le ipotesi di reato, a vario titolo, vanno dalla truffa alla turbativa d’asta, al falso ideologico, alla turbata libertà degli incanti.

Al sindaco di Avola era contestato, nello specifico, il concorso in falso ideologico per aver fatto “indebite pressioni per il rilascio della autorizzazione dell’opera pubblica a un funzionario e all’ingegnere capo del Genio Civile di Siracusa relativamente al progetto di manutenzione e intervento di bonifica e riqualificazione ambientale di “Mare Vecchio“.

Per il sindaco, ascoltato all’udienza precedente, un mese fa, non ci sarebbe stata alcuna pressione ma solo una richiesta di chiarimento, come aveva ribadito con forza al Pm Tommaso Pagano, titolare del fascicolo di inchiesta. Quest’ultimo oggi ha chiesto il “non luogo a procedere” non ravvisando, dunque, la sussistenza di elementi per procedere al giudizio dibattimentale del processo. Tra l’altro già nei giorni scorsi anche il Tribunale amministrativo si era pronunciato a favore del Comune e della correttezza della gestione amministrativa sui lavori della zona.


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