Avola, il mistero di Mohamed, 13enne ivoriano sparito. Il timore della comunità: “qualcuno lo ha fatto allontanare sotto costrizione”

Mohamed avrebbe mandato un audio vocale su whatsapp per rassicurare sulle sue condizioni, ma al responsabile della "Casa di Sarah" resta il dubbio che sia stato costretto da qualcuno a farlo

Era tranquillo, lunedì sera. Abbiamo guardato un film tutti insieme nella sala relax. Non c’era nulla che lasciasse presagire ciò che è accaduto il giorno dopo“. Inizia così il suo racconto Paolo Caruso, responsabile della “Casa di Sarah”, la comunità per minori dove Mohamed Charef, il 13enne ivoriano scomparso martedì, viveva dal marzo scorso. Un bravo ragazzo, studioso, ben integrato nell’ambiente scolastico (frequenta la prima media all’istituto “Capuana”) con la passione del calcio.

Negli ultimi giorni era un po’ malinconico, ma, poco prima delle feste, è normale per un 13enne che vive in un paese straniero, lontano dalla sua famiglia”  continua Caruso. Mohamed, martedì mattina, zaino in spalla, è uscito da “Casa di Sarah” per andare a scuola. Cosa è accaduto subito dopo, esattamente, resta un mistero. Mohamed non è mai arrivato a scuola. “Ci siamo allarmati non vedendolo tornare nell’orario consueto, così abbiamo chiamato gli insegnanti, ma  nessuno lo aveva visto a scuola martedì – continua Caruso – sono iniziate ore di angoscia, alla ricerca di notizie

Alcuni testimoni, ore dopo, diranno di averlo visto alla fermata del bus dove sarebbe stato raggiunto da un ragazzo più grande. “Tutte circostanze che abbiamo fatto presente in sede di denuncia alla Polizia – prosegue Caruso – che, attivati i canali di ricerca, ha rintracciato la cellula del telefono di Mohamed agganciata tra Catania e Taormina. Ma, ormai, erano trascorse troppe ore dalla sua sparizione“. Il ragazzo vive in Italia da solo e, a quanto pare, ha un familiare nel nord Italia. “Mohamed, però, non ha mai espresso il desiderio di allontanarsi – continua Caruso – studia, gioca a calcetto con una squadra, è ben inserito qui, è un normale adolescente; il timore è che qualcuno lo abbia fatto allontanare sotto costrizione” .

Un sospetto, quest’ultimo, che sarebbe avvalorato da un altro particolare che si aggiunge al mistero della sparizione del giovane. Mohamed, infatti, avrebbe provato a contattare un amico in maniera concitata, con un vocale su whatsapp ma, subito dopo, avrebbe inviato “a catena” su tutti i gruppi (da quello dei compagni di scuola a quello del calcetto) un ulteriore vocale in cui rassicurava sulle sue buone condizioni. “Abbiamo ascoltato il vocale ma il contenuto ci lascia forti dubbi – conclude Caruso – il sospetto è che sia stato costretto da qualcuno a mandarlo. Il nostro timore è che cali il silenzio su questa sparizione e che la ricerca sul territorio nazionale sia sin troppo morbida, trattandosi di un giovane immigrato. Troppo spesso si sentono storie di ragazzi inghiottiti nel nulla. Non vogliamo che succeda con Mohamed, un bravo ragazzo, ben integrato, sereno, con tanti sogni nel cassetto da realizzare. Aiutateci a trovarlo, è un 13enne che va tutelato e che, probabilmente, è stato costretto ad allontanarsi”


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