Il Tribunale di Siracusa chiude il caso relativo al decesso di un anziano nel 2017, assolvendo il titolare di una casa di cura e un’infermiera professionale.
Si è concluso con una sentenza di assoluzione il processo a carico di due avolesi, un uomo del ’75 e una donna dell’83, accusati di omicidio colposo per la morte di un anziano ospite di una struttura per anziani ad Avola. A denunciare i due erano stati i familiari della vittima, deceduta nel gennaio 2017 in seguito a uno “shock settico”, ritenendo che la causa fosse legata all’apposizione di un catetere senza prescrizione medica.
Il procedimento, nato dalla contestazione della Procura della Repubblica, vedeva imputati il titolare della casa di cura e un’infermiera professionale. I due hanno affrontato il processo davanti al Tribunale Penale di Siracusa, difesi rispettivamente dagli avvocati Stefano Andolina e Natale Vaccarisi, sostenendo fin dall’inizio la propria estraneità ai fatti.
Dopo una lunga istruttoria, il dibattimento ha chiarito che la prescrizione medica per il catetere era stata regolarmente rilasciata dal medico curante e che nessuna responsabilità poteva essere attribuita al titolare della struttura. Inoltre, è stato dimostrato che l’infermiera non svolgeva attività presso la casa di cura all’epoca dei fatti, poiché impegnata professionalmente in una cooperativa esterna.
A distanza di otto anni dal decesso, il Tribunale ha dunque pronunciato la sentenza di assoluzione con formula piena, stabilendo che “il fatto non sussiste”.
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