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Avola, il debito sulla circonvallazione. Cannata: “siamo all’assurdo. Mi attaccano perché sto cercando i responsabili dei danni che hanno creato”

Il Comune si trova costretto a pagare circa 7 milioni di risarcimento (circa 14 miliardi delle vecchie lire), perché dopo quasi 30 anni gli amministratori pubblici con i direttori dei lavori comunali allora in carica non contestarono all’impresa la mancata realizzazione delle opere idrauliche motivo per cui l’opera non fu collaudata

“Siamo all’assurdo, mi attaccano dandomi dello scorretto perché sto cercando di fare chiarezza su ciò che è accaduto, risolvendo il problema e individuando laddove possibile i responsabili che hanno causato i danni e il debito da 7 milioni di euro per i mancati lavori della circonvallazione di 30 anni fa. Ecco che, come volevasi dimostrare alcuni stanno tentando di stravolgere la realtà con le loro falsità dimostrando invece semmai la loro scorrettezza”. Per l’ennesima volta il sindaco di Avola Luca Cannata replica alle parole dell’opposizione che si è soffermata sul termine “banditi” utilizzato dal primo cittadino in aula per definire chi ha causato il buco da 7 milioni di euro per i lavori alla circonvallazione.

Ricapitolando. Con la notifica dell’ultima sentenza riguardante il contenzioso della circonvallazione, il Comune si trova costretto a pagare circa 7 milioni di risarcimento (circa 14 miliardi delle vecchie lire), perché dopo quasi 30 anni gli amministratori pubblici con i direttori dei lavori comunali allora in carica non contestarono all’impresa la mancata realizzazione delle opere idrauliche motivo per cui l’opera non fu collaudata. Durante l’ultimo Consiglio comunale è stato pertanto approvato il bilancio inserendo la voce sui mutui per pagare tali debiti, come certificato dai revisori conti.

Il sindaco ha esposto in aula consiliare la relazione dell’avvocato Ettore Rizza difensore del Comune coadiuvato dal Ctp Gaetano Vinci, dalla quale si evince che “il riconoscimento, in sostanza, del diritto della ditta Astaldi alle maggiori somme derivanti dalle riserve è dipeso dal fatto che, nel corso della esecuzione dell’appalto, non venne operata una adeguata contestazione della regolarità, dal punto di vista procedurale, del modo in cui la ditta aveva formalizzato le richieste di maggiori somme. Ed, in questo senso, rilevava in modo specifico proprio la finalità dell’appalto destinato alla realizzazione delle “Opere a difesa e salvaguardia dell’abitato di Avola con sistemazione idraulica e collegamento viario” e dagli atti si legge infatti che il Comune aveva assunto a proprio carico le opere stralciate e che quindi era perfettamente consapevole della non ultimazione dei lavori di salvaguardia per propria responsabilità. Questo è l’esito della sentenza che chiaramente il Comune sta contestando in diversi punti in appello visto che la Astaldi ha fatto ricorso per avere il riconoscimento di ulteriori somme.

“Ecco dunque perché ho usato il termine banditi durante la seduta consiliare per tutti coloro che non dicono la verità e che hanno procurato danni strutturali ed economici alla nostra città – insiste il sindaco Cannata – Coloro che in questi giorni fanno dichiarazioni contro il sottoscritto, invece di fare una difesa d’ufficio e di parte senza che nessuno li abbia menzionati, perché non riferiscono i nomi dei responsabili dei danni? Perché stanno intervenendo, giustificandosi? E perché non ci dicono cosa hanno fatto gli amministratori dell’epoca per evitare che adesso pagassimo tutti questi risarcimenti? Perché non ci dicono i motivi dello stralcio del completamento delle opere idrauliche non realizzate, come attestato dal Ctu del tribunale ? Perché non dicono alla città che il Comune rischia il dissesto, come attestato dalla Corte dei conti, per questi debiti milionari? Oggi Avola si trova a essere condannata a pagare 14 miliardi delle vecchie lire e nessuno ha responsabilità? Questi soggetti non provano un po’ di vergogna nel fare certe dichiarazioni? Noi stiamo pagando i danni e i debiti che hanno creato e dunque invece di stare zitti e semmai scusarsi con la città e ringraziare la mia amministrazione hanno il coraggio di attaccare. Per i nostri oppositori chi ha fatto i danni è un eroe e coloro che pagheranno (i cittadini avolesi) sarebbero scorretti. Siamo all’assurdo, ma per fortuna i documenti e gli atti sono pubblici e la verità è incontrovertibile. Dopodiché se non piace il termine banditi possono sceglierne anche un altro purché entrino nel merito della vicenda e ci spieghino perché gli avolesi devono pagare tutti questi soldi per qualcosa non realizzato. Con me i cittadini sapranno sempre la verità e non permetterò a nessuno di nascondere le proprie responsabilità”.


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