Avola, i “Fatti di Avola” al liceo Scienze Umane: incontro con Elia Li Gioi

Gli studenti stanno realizzando un video reportage

Una serie di incontri per stimolare il dibattito sulla legalità, sui diritti dei lavoratori e sulla dignità dell’uomo. Protagonisti i ragazzi del triennio Liceo Scienze Umane Majorana che, nelle ultime settimane, hanno ospitato in classe alcuni testimoni dei Fatti di Avola. Ultimo incontro, in ordine di tempo, quello con l’artista Elia Li Gioi. “Volevamo sottolineare l’aspetto legato ai diritti che, purtroppo, facilmente oggi vengono considerati come acquisiti e quasi banalizzati – dice Michele Scaglione, docente del Majorana che, insieme con Giusi Burgaretta e Venera Inturri, coordina il progetto – Questo confronto con Li Gioi, un artista che ha immortalato quei tragici avvenimenti, indelebili nella memoria di chi era presente, è stato stimolante per tutti”. Li Gioi, tornato per un giorno docente (è stato per parecchi anni, infatti, insegnante di educazione artistica, prima della sua avventura come amministratore della città) ha intrattenuto i ragazzi con un lungo intervento che ha catturato l’attenzione della sua giovane platea. Ha parlato, tra le altre cose, del ruolo dell’artista come narratore della realtà, dell’importanza dell’educazione (traendo spunto dall’insegnamento di Don Milani)

Ho cercato di trasmettere agli studenti le impressioni di chi era presente in quei giorni ad Avola – dice Li Gioi – ma ho voluto insistere soprattutto sul tema della dignità dell’uomo”. I ragazzi del Majorana, che attualmente sono impegnati in un progetto di cittadinanza e costituzione (per il quale stanno realizzando un video reportage, a partire dalla “stele” dedicata ai caduti del 2 dicembre 1698), hanno avuto modo di parlare nei giorni scorsi anche con il signor Caldarella, uno dei braccianti protagonisti dello sciopero e del contestuale blocco stradale contro il quale la Polizia sparò. In quella tragica occasione (che innescò una serie di reazioni che portò alla nascita dello Statuto dei Lavoratori) a perdere la vita furono in due: Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia. Proprio la figlia di Scibilia (all’epoca dei fatti appena una bambina) è stata ospitata dai ragazzi del Majorana in un altro incontro/dibattito.


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