Avola, “grazie di tutto”: il poliziotto ferma un infermiere avolese che aveva appena terminato turno in ospedale

Uno scambio di battute tra due categorie di lavoratori in campo per la lotta al covid-19

Un piccolo episodio come tanti, in questo delicato momento, che vede protagoniste due categorie impegnate entrambe sul fronte della lotta al covid-19. Da una parte un operatore sanitario, un infermiere, di ritorno da uno dei turni massacranti cui, assieme ai suoi colleghi, è sottoposto ogni giorno dall’inizio dell’epidemia; dall’altra un militare impegnato in servizio di controllo del territorio.

Uno scambio di battute e un incoraggiamento a vicenda, ognuno per il proprio lavoro. A raccontarlo è uno dei due protagonisti, Dario, infermiere avolese che lavora all’Umberto I di Siracusa, l’ospedale finito nell’occhio del ciclone recentemente a causa di una serie di vicende legate proprio all’emergenza sanitaria in corso. Il giovane, sui social, racconta del lavoro che sta svolgendo e dell’inevitabile forte stress che le professioni sanitarie sono impegnate a gestire ogni giorno.

Oggi è stato uni dei turni più massacranti da quando è esploso il contagio da Covid- 19, uno di quei turni che quando ti accingi verso il timbro a fine turno è come una pozzanghera per un assetato in un deserto, forse magari stiamo iniziando ad accusare la stanchezza, lo stress i turni massacranti, la paura, la mancanza di alcuni colleghi che per vicissitudini o altro sono costretti ai box forzati e che sono sicuro che scalpitano per poter ritornare a lottare” scrive Dario che, assieme ai colleghi, non si sta risparmiando per aiutare i pazienti dell’Umberto I.

Durante un ricovero, infatti, infermieri, oss e medici diventano facce familiari, persone a cui ci si affida e di cui ci si fida. Viste le caratteristiche del coronavirus, oggi lo sono ancora di più e per i pazienti positivi rappresentano la propria famiglia. “Ma quando durante il tragitto di casa – continua Dario – vieni fermato ad un blocco da un militare, anch’egli in prima linea, e dopo che ti qualifichi quell’agente si mette sull’attenti ed esclama “grazie per tutto”, allora lì ti passa qualsiasi forma di stanchezza e non vedi il momento di poter ritornare ed affrontare un altro turno “massacrante” per provare a vincere questa partita e poter festeggiare finalmente tutti assieme. Abbiamo superato il girone, ragazzi, adesso testa agli Ottavi una partita alla volta e cerchiamo di portare questa  a casa”.

A Dario e a tutte le categorie impegnate a combattere il virus oggi va il nostro ringraziamento.


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