Avola, garza dimenticata nell’intestino di una paziente: assolta equipe medica

Erano a processo medici di Avola

Accogliendo la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero onorario Tricomi e dai difensori dei tre medici, il Giudice Monocratico del Tribunale di Siracusa, Nicoletta Rusconi, ha pronunciato sentenza di assoluzione con formula ampiamente liberatoria dei confronti dell’equipe medica in servizio all’ospedale Trigona di Noto, accusata di avere dimenticato nello stomaco della signora Maria Campisi un pezzo di garza.

Alla sbarra l’ex primario del reparto di ginecologia dell’ospedale Trigona di Noto, Francesco Artale, 69 anni, residente ad Avola (deceduto pochi giorni fa), accusato di lesioni colpose in danno di una paziente, reato contestatogli dalla Procura della Repubblica di Siracusa in concorso con i colleghi medici Giuseppina Restuccia, 56 anni e Francesco Accolla e gli infermieri Corrado Gradante, 56 anni e Francesco Brancaforte, 58 anni, residente a Noto. La posizione dei due infermieri è stata stralciata e gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Siracusa.

La vicenda ha avuto inizio 7 anni fa. La presenza della garza nell’intestino provocò alla signora Maria Campisi problemi di vario tipo e atroci sofferenze, un vero calvario terminato il giorno in cui, sottoposta ad un secondo intervento chirurgico, si scoprì la vera causa delle dolorose fitte al colon, dei mal di testa, della cattiva digestione. I nuovi chirurghi scoprirono, infatti, che era quel pezzo di garza a provocare i disturbi. Alla donna fu tagliata anche una parte del colon in quanto aveva fagocitato diversi centimetri di garza.

La signora Campisi presentò denuncia contro l’equipe medica del reparto di Ginecologia dell’ospedale Trigona di Noto e la Procura accusò per il reato di lesioni colpose i tre medici e i due infermieri. Il Giudice Monocratico ha infine rigettato la richiesta di risarcimento dei danni avanzata dall’avvocato Sebastiano Troia nei confronti dei tre medici dell’ospedale Trigona di Noto.


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