Avola, commissione prefettizia: la rete di imprese turistiche “Avola tra mare e canyon” scrive al Ministro dell’Interno

La rete interviene con una lunga disamina degli sforzi messi in campo congiuntamente con l'amministrazione per la crescita turistica della città

Apprendiamo dalla stampa che la città di Avola è da mesi nella gogna mediatica per indagini Giudiziarie che coinvolgono non solo l’amministrazione ma l’intero Consiglio comunale e che è infamante per l’intera collettività già nel momento in cui tale sospetto nasce; stiamo parlando di indagini per accertare se esistono infiltrazioni mafiose nell’amministrazione comunale di Avola”. Inizia così la lunga lettera aperta che il direttivo della rete di imprese turistiche avolesi  “Avola tra mare e canyon”, composto da Fabio Salonia, Salvo Bellomia, Salvo Auricchia, Simona Loreto e Francesco Midolo, rivolge al Ministro dell’Interno, al Questore, al Prefetto e al Procuratore della Repubblica di Siracusa.

Un documento, scritto a pochi giorni dalla fine dei lavori della Commissione prefettizia (insediatasi per verificare se esistono condizionamenti di tipo mafioso al Comune di Avola) che nasce con l’intento di sostenere il “virtuoso programma di sviluppo creato dalla pubblica amministrazione”.

La nostra associazione è consapevole che nell’ipotesi in cui si dovesse arrivare allo scioglimento del Consiglio comunale, il Comune di Avola entrerebbe inevitabilmente in un vortice di recessione che si trascinerebbe per molti anni colpendo ogni ambito soprattutto economico del territorio – continua il direttivo -. La nostra città negli ultimi sette anni ha assistito ad uno stravolgimento in positivo dell’assetto urbanistico del territorio di Avola con incidenza in particolare nel settore turistico. È sotto gli occhi di tutti che la città di Avola è cambiata e tale stato non è solo una percezione aventi connotazioni campanilistiche ma, dati alla mano, abbiamo avuto un incremento di 587 nuove attività imprenditoriali, soprattutto giovanili, nell’ambito della ricezione turistica, della ristorazione e dei servizi collaterali con una notevole ricaduta in positivo in termini occupazionali. Nell’ultima appena trascorsa stagione estiva abbiamo avuto ad Avola una circolazione di denaro, grazie alle notevoli presenze turistiche, per circa 20 milioni di euro”

Un circolo virtuoso nato sotto la spinta delle “buone pratiche” messe in campo dall’amministrazione, “ma anche per l’attività di organizzazione e promozione che la nostra rete d’imprese ha dato in questi anni, coordinandola con l’amministrazione comunale. Un tessuto urbano e sociale che è cresciuto ed ha permesso a molti giovani e non solo di esprimersi in arti musicali, teatrali, sportive e immancabilmente imprenditoriali” continua il direttivo. Un cammino, alimentato anche dalla partecipazione a fiere internazionali del turismo,  vetrine importantissime per il settore, patrocinate proprio dal Comune e che ha permesso, tra l’altro,  a tanti giovani di investire nel proprio territorio, creando nuove opportunità imprenditoriali  che, inesorabilmente, si arresterebbe nella malaugurata ipotesi di uno scioglimento del Comune.

Ci dispiacerebbe se venissero annullati tutti i nostri sforzi e sacrificato il tessuto connettivo molto fragile pro-turismo che è stato creato”. La lettera prosegue, poi, con una decisa presa di posizione: “La nostra associazione è decisamente schierata contro tutte le mafie, consapevole che queste entità siano il cancro dello sviluppo imprenditoriale, culturale e sociale. L’organizzazione criminale deve essere univocamente combattuta a tutti i livelli, ma ogni azione va soppesata con gli interessi onesti contrapposti. Nel caso di specie lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio comunale non può prescindere dalle conseguenze economiche negative nel territorio, soprattutto qualora il risultato in contrappeso fosse la persecuzione penale di un modestissimo irrilevante illecito amministrativo e non un colpo alla malavita“.

Il direttivo, infine, fa un accorato appello al Prefetto: “Non saremo impassibili spettatori di una tragedia che ad Avola si consumerebbe sulla pelle di tutti i soci e degli imprenditori del paese. Siamo consapevoli dell’ampio potere discrezionale  degli inquirenti nella valutazione di atti e documenti che dovessero essere rinvenuti negli uffici del comune, quindi non possiamo non  fare un accorato appello  in primis a sua eccellenza il Prefetto: se sospetti ci sono, che proseguano le indagini, ma pretendiamo  che come cittadini e come imprenditori che abbiamo investito nel territorio ci venga riconosciuto fattualmente il diritto che le indagini  vadano condotte con il massimo scrupolo, che  la relazione finale  d’indagine  della commissione vada verificata nella fondatezza delle prove a cui la relazione si dovesse  riferire.

Qualora le indagini dovessero appurare nessuna interferenza mafiosa nell’amministrazione di Avola, non ci resta che vivere come un brutto sogno la triste pagina che ha coinvolto la nostra città. Qualora invece le inchieste dovessero avere malauguratamente un risvolto negativo e successivamente ogni prova rivelarsi infondata o inesistente (come accaduto per il comune di Augusta) come rete non potremmo non valutare i danni economici alle attività imprenditoriali individuandone i responsabili e chiedendo la loro persecuzione in ogni sede di Giustizia


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