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Avola, “chi controlla i controllori?”: l’intervento alla in Senato di don Fortunato di Noto

Si è parlato del report 2019 su pedopornografia in rete e molto altro

Chi controlla i controllori? Don Fortunato Di Noto, il sacerdote e fondatore dell’associazione Meter onlus, lo chiede alla Commissione Infanzia tenutasi oggi in videoconferenza.

Don Fortunato ha preso le mosse, per il suo intervento, dal Report Meter 2019 su pedofilia e pedopornografia, “Unica mappatura da offrire alle istituzioni. Non è una raccolta di particolari e semplici questioni legate a dati statistici ma è il completissimo lavoro che Meter compie nell’ambito della pedofilia e della sua prevenzione”, ha detto. Questo perché: “Internet non offre solo tante opportunità ma è anche uno dei luoghi più pericolosi per i minori”. Da qui la necessità di una valutazione e di un controllo costanti.

Il Report 2019 consegnato ai deputati e senatori della Commissione è di 150 pagine ed è stato inviato da Meter per sottolineare il lavoro svolto ogni anno. “Dobbiamo sottolineare – precisa don Di Noto – che il Report fa emergere numeri che raccolgono per ogni numero la storia di un bambino abusato”.

Meter ha offerto, dal 2002 al 2019, più di 61.525 protocolli di segnalazione. Dati che vengono inviati alla Polpost italiana, con la quale è attivo un protocollo di collaborazione sin dal 2008, ma non mancano protocolli di collaborazione anche con le polizie neozelandese, polacca, spagnola, francese ed altre. “Avere protocolli – ricorda il sacerdote siciliano alla Commissione – accelera l’attività della polizia: l’aspetto investigativo ci permette di fermare questo flusso di abusi sessuali sui bambini che si vedono in foto e video”.

Uno dei dati che il presidente di Meter ha sottolineato è che: “Negli ultimi 12 anni abbiamo segnalato oltre 80 milioni di foto pedoporno, 30 milioni di video in e da tutto il mondo. Se confrontassimo la mole del materiale e che cosa corrisponde, parliamo di milioni e milioni di vittime”. Quindi: “Il problema è la domanda: se fosse tuo figlio?, se fosse tua figlia?, se accadesse anche alla tua famiglia? I flussi pedoporno sono anche pedocriminali, con organizzazioni che hanno strutturato la diffusione nel mondo di questo materiale, raccolgono fondi e lucrano su questi bambini. Questo è un impegno globale e non è confinato al nostro territorio”.

Per Di Noto c’è un rimpianto: “Se le polizie in vari Paesi del mondo avessero preso in considerazione le nostre denunce  formali, non numeri forse avrebbero contribuito a ridurre la produzione di materiale nel mondo e salvato veri e propri schiavi sessuali che vediamo crescere nei video”. Parliamo cioè di bambini: “Violentati a due anni e violentati ancora a 15. Si tratta di un fenomeno che non è marginale e un impegno che dobbiamo assumerci tutti. Non possiamo ricordare anche e comunque la responsabilità di colossi del web e server provider che spesso di difendono dietro la tutela della privacy”.

Nell’avviarsi alla conclusione, don Di Noto ha ricordato che: “Anche la pedofilia culturale è un fenomeno evidente e non contrastato. È una capacità nuova di saper mettere al centro il “benessere” del bambino che viene proposta in alternativa al vero benessere dei più piccoli”. Una capacità malata che peraltro passa sotto silenzio quasi con un’idea di “normalità” come le giornate dell’orgoglio pedofilo. Per don Fortunato, queste: “Non sono cose narrate da un visionario ma cose che voi a latere potete chiedere e noi documentare. Occorre il contrasto a una giustificazione della pedofilia, alla logica del: “qualsiasi cosa è amore”, che può diventare qualcosa di inquietante”.

E in conclusione, per il sacerdote siciliano: “Internet deve avere dei sistemi di piattaforme che inibiscano una massiccia forma di pornografia adulta ma anche per quella minorile, dove il fenomeno è diventato così incontrollabile perché è incontrollato. La domanda è: chi controlla i controllori?”, è la domanda che lascia ai parlamentari.

Sono state poste anche delle richieste specifiche da parte dei Membri della Commissione che saranno date per iscritto, assieme alla relazione.


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