C’erano molte persone alla proiezione del documentario d’inchiesta “Fondi rubati all’agricoltura” di Diego Gandolfo, trasmesso sabato scorso, alle 18, nella sala Frateantonio di Avola alla presenza dell’autore.
All’evento, organizzato dalle Associazioni Libera e Acquanuvena, tante le storie raccontate da chi ha subìto soprusi, inganni e truffe legate al mondo dei fondi europei Psr (piano sviluppo rurale) e Pac (politica agricola comunitaria).
Dopo la proiezione dell’inchiesta di Diego Gandolfo e Alessandro Nunzio, trasmessa per la prima volta in Sicilia, si sono susseguiti una serie di interventi cui Gandolfo ha risposto in modo esauriente e dicendosi, al contempo, felice e soddisfatto per la grande partecipazione all’incontro.
Tra le storie raccontate nel corso della conferenza, anche quella di un piccolo imprenditore avolese che circa un anno fa aveva intenzione di avviare l’iter per accedere ad un finanziamento Pac. Superati gli enormi ostali burocratici, durante la stesura del progetto, si è accorto che una società aveva chiesto lo stesso finanziamento per un suo appezzamento di terra. A sua insaputa. È bastato un falso contratto d’affitto e una società, totalmente estranea alle conoscenze dell’imprenditore, stava lucrando su una terra che non gli apparteneva.
E tra i presenti anche persone cui è stato chiesto il “pizzo” per istruire la pratica di Psr o Pac. Come ha sottolineato, infine, l’autore dell’inchiesta “Fondi rubati all’agricoltura”, quello della terra è un business che può valere più di quello della droga.
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
