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Avola, Ati: scontro tra opposizione e sindaco sul ricorso rigettato dal Tar per la gestione. Cannata “arriveranno 24 milioni di euro per le condotte idriche”

Il tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso per la gestione in house del servizio idrico integrato

Il tribunale amministrativo catanese, nei giorni scorsi, ha respinto il ricorso del Comune di Avola relativo alla gestione “in house” del servizio idrico integrato ed è scoppiata la bagarre tra l’opposizione e il primo cittadino. Dopo avere appreso la notizia del ricorso respinto dal Tar per “colpa” di una nota del consiglio comunale sull’istanza di salvaguardia che non sarebbe giunta all’Ati in tempo utile tra la documentazione richiesta da allegare all’istanza, quattro consiglieri di opposizione (Nuccio Inturri, Gaetano Sano, Antonino Amato e Sebastiano Rossitto) hanno presentato un’interrogazione per chiedere al sindaco Cannata delucidazioni sulla sua condotta che, a loro parere, avrebbe causato quanto espresso dai giudici. Dal canto suo, il primo cittadino di Avola risponde che il Comune ha presentato il ricorso nel 2020 perché l’Ati era ferma con le procedure e non dava seguito alle richieste di investimento fatte e dunque si è fatto ricorso per provare la gestione autonoma rispetto agli altri comuni. “Nel 2021 sono state accolte le richieste avolesi all’interno dell’assemblea provinciale e dunque è venuto meno anche il contenzioso” ribadisce il sindaco di Avola.

Questo l’iter che ha portato alla pronuncia del Tar:
Nell’agosto del 2020 il Comune di Avola ha presentato istanza di autorizzazione al proseguimento della gestione autonoma in salvaguardia del servizio idrico integrato, allegando una relazione di accompagnamento e una relazione geologica. A ottobre 2020 l’Ati ha chiesto integrazioni documentali, tra cui la specifica delibera del Consiglio comunale (attorno al quale ruota il pronunciamento del Tar catanese) in ordine al mantenimento della gestione in proprio. A novembre 2020 l’Ati, rilevando che la documentazione trasmessa era difforme dalle linee guida indicate, ha invitato il Comune di Avola a trasmettere la documentazione mancante entro il termine di 10 giorni. Poco più tardi il commissario ad acta ha nominato una commissione per la definizione delle istanze. Quest’ultima ha rilevato “l’insufficienza/inidoneità della documentazione trasmessa” dal Comune di Avola e successivamente, dunque, è arrivata la delibera di diniego da parte del Commissario per “carenza documentale e omesso invio della deliberazione” richiesta. Il primo dicembre 2020 Avola ha infine presentato il ricorso che adesso il Tar ha respinto perché quella documentazione, secondo la seconda sezione del tribunale amministrativo catanese, “non è mai stata trasmessa all’Ati”.

Alla luce di tutto ciò, i quattro consiglieri di opposizione ritengono che, in merito “al mantenimento di gestione in forma autonoma del servizio idrico-fognario” la deliberazione del Consiglio comunale all’Ati non è stata approvata dall’assemblea nei termini.
Chiedono, poi, se il sindaco “è pronto a tentare un rimedio giurisdizionale al tutto e a ricorrere in appello”.
Non solo: “In tutta questa vicenda, il presidente del Consiglio comunale, sempre pronto a improvvisate e frenetiche convocazioni d’urgenza, che informazioni ha avuto a riguardo, considerato che la mancata approvazione della delibera negli incalzanti “termini” previsti ha inficiato la procedura del mantenimento di modalità di gestione in forma autonoma del servizio idrico
In risposta ai consiglieri, Cannata precisa che “il tribunale ha accolto in sede cautelare l’eccezione avanzata dal Comune di Avola di incompetenza del Commissario ad acta dell’Ati ad emettere il provvedimento di diniego della richiesta di gestione in house proposta dall’amministrazione. Era questa la prioritaria esigenza del Comune

La successiva convalida – continua il sindaco Cannata – degli atti del commissario ad acta operata dal Presidente della Regione, così come il merito della istruttoria (peraltro ancora oggetto di decisione di primo grado), non alterano il risultato ottenuto dal Comune di rapportarsi oggi con un Ati più efficiente e sensibile alle richieste di miglioramento del servizio idrico prospettate dal Comune con l’inserimento di 24 mln di euro di investimenti che serviranno a rifare condotte e portare acqua dove manca”.  Dopo che gli stessi consiglieri di opposizione hanno votato lo statuto “ma che evidentemente non hanno capito neanche cosa votano” conclude Cannata, si attendono gli altri step da parte dell’Ati idrico “per avere un servizio migliore per la città, in quanto l’assemblea territoriale idrica (Ati), di cui fanno parte 18 comuni del Siracusano su 21 (ovvero la totalità tranne per legge quelli sotto i mille abitanti o che hanno sorgenti di acqua propria naturale dolce), ha accolto le richieste del Comune dì Avola con l’inserimento degli investimenti per il miglioramento ed efficientamento delle condotte idriche e fognarie per , appunto, 24 mln di euro”.


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