Avola, arrestato per evasione da domiciliari e assolto… perchè buttato fuori casa

Cacciato di casa a seguito di dissapori avuti con i familiari conviventi, proprio in quel momento erano arrivati gli agenti che hanno trovato il ragazzo all’esterno

Non fu evasione: il Tribunale  assolve un ventitreenne agli arresti domiciliari “buttato” fuori casa dai parenti. La singolare vicenda inizia nel novembre del 2016 quando, a seguito di un controllo effettuato dagli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Avola, un giovane di nazionalità italiana, all’epoca dei fatti diciannovenne, era stato trovato all’esterno dell’abitazione dov’era ristretto agli arresti domiciliari e conviveva insieme con la nonna e una zia.

Per lui erano scattate le manette. Ma, in realtà, il giovane, come sostenuto dal suo legale, Natale Vaccarisi, era stato trovato fuori dall’abitazione non per sua volontà ma semplicemente perchè cacciato di casa a seguito di dissapori avuti con i familiari conviventi, e proprio in quel  momento, sarebbero arrivati gli agenti che hanno trovato il ragazzo all’esterno. La circostanza, emersa grazie all’audizione di un testimone, è stata determinante ad escludere il dolo  di cui il giovane era chiamato a rispondere.

Il Giudice Monocratico, contrariamente alle conclusioni rassegnate dal Pubblico Ministero di udienza che aveva chiesto la condanna del ragazzo (adesso ventitreenne) alla pena di otto mesi di reclusione, ha accolto la richiesta dell’avvocato Vaccarisi, tesa a ottenere una sentenza di assoluzione per il suo  assistito.


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