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Avola, apertura del reparto di ostetricia “superflua” per l’ex deputato Bonomo, Cannata: “i bimbi non nascono nelle stalle”

Per Bonomo saranno penalizzati i pazienti in dialisi. Cannata risponde che non esiste da tre ani un punto nascita nella zona sud, con grave disagio per le partorienti

Una querelle destinata a far discutere. Da una parte Mario Bonomo, coordinatore Mpa Siracusa e dall’altra il primo cittadino Cannata. Al centro, l’apertura del reparto di ostetricia all’ospedale Avola/Noto, chiuso da quasi tre anni al Trigona e da oltre 20 al Di Maria. Proprio in questi giorni si stanno ultimando i lavori per la consegna al nosocomio avolese del punto nascita. Bonomo è intervenuto parlando di “apertura di reparti per fini elettorali“. Secondo l’ex deputato in tal modo viene ridotta l’offerta per persone in gravi condizioni di salute per “dare seguito all’apertura ed inaugurazione di reparti oggi superflui se non per motivi forse meramente elettorali che sottraggono risorse e preziose professionalità a settori salvavita della sanità”. A essere penalizzati sono, secondo Bonomo, i pazienti dializzati perchè “a disposizione ci sono solo 20 posti nelle strutture pubbliche, che non potranno mai supportare da sole l’utenza”.

Stiamo rischiando con la vita delle persone, visto che, a queste condizioni, non tutti possono fare la dialisi” attacca Bonomo, che aggiunge: “Invece di sfruttare risorse pubbliche per aprire reparti come Ostetricia ad Avola perché non potenziare gli spazi per i dializzati che rischiano la vita?”.

Nella zona sud da 2 anni e mezzo manca un reparto importante, fondamentale. Bisogna sostenere immediatamente la riapertura di un reparto tutt’altro che superfluo. L’ex deputato Mario Bonomo non sa di che cosa parla”. Così il sindaco di Avola Luca Cannata, replica alle affermazione del coordinatore del nuovo Mpa di Siracusa, Mario Bonomo, che ha denunciato l’apertura di reparti ritenuti “superflui” come l’Ostetricia Ginecologia all’ospedale unico Avola-Noto. Il primo cittadino, massima autorità sanitaria del territorio, contesta duramente tali insinuazioni: “come si può solo ipotizzare di considerare superfluo un reparto per le donne partorienti? Quindi medici, ostetrici, operatori sanitari al servizio delle donne, delle famiglie e dei nascituri sarebbero superflui? Bisogna semmai potenziare ogni reparto e implementare tutti i servizi sanitari. Questa sua uscita è inutile e dunque superflua. Ecco sicuramente dì superfluo c’è solo il suo pensiero“. Infine, l’affondo “Qualcuno pensa che le nostre mamme debbano partorire nelle stalle? O che siamo ancora nel Medioevo? non ha capito, l’ex deputato che c’è bisogno di assistenza sanitaria che possa garantire alle famiglie la massima sicurezza?”


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