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Ad Avola è già primavera: il boom della fioritura del mandorlo, tra mito e leggenda

Il museo della mandorla, chiuso come da Dpcm, potrebbe già tornare ad aprire le sue porte il 15 febbraio, salvo nuove indicazioni

C’è un fenomeno naturale che si ripete ogni anno e, più di altri, “segna” il territorio e caratterizza il sud est siciliano in pieno inverno. È la distesa di mandorli in fiore tra gennaio e febbraio. Ad Avola e nel territorio circostante, la pregiata “mandorla di Avola” regala uno spettacolo di incomparabile bellezza.

La mandorla (non fanno eccezione i pregiati cultivar di “mandorla di Avola”) infatti è caratterizzata da una precoce fioritura, intensa e breve, che già a fine gennaio permette di assistere a questo straordinario fenomeno.

Il clima mite e il sole che rendono la Sicilia un’isola piena di meraviglie compiono il miracolo. Già in questi giorni, dunque, si può ammirare la “primavera anticipata” dei mandorli in fiore.

MITO E LEGGENDA

Per questa capacità di fiorire con grande anticipo, le antiche popolazioni del Medio Oriente chiamavano il mandorlo “saked”, vigilante, attento percettore dei primi segnali di primavera.

Il significato del fiore di mandorlo ha ispirato nei secoli miti  e leggende. Proprio a un antico mito greco è legata la fioritura del mandorlo. Protagonisti sono  Fillide e Acamante e il loro amore sfortunato, al tempo della guerra di Troia.

Acamante, eroe greco, figlio di Fedra e Teseo, si trovava in viaggio verso Troia. Durante una sosta a Tracia conobbe la principessa Fillide. I due giovani si innamorarono al primo sguardo. Acamante, però, dovette lasciare la sua amata per andare a combattere a Troia. Fillide lo aspettò pazientemente per 10 anni ma, quando venne a conoscenza della caduta di Troia e non vedendo l’innamorato tornare, pensò che fosse morto e si lasciò morire di dolore.

La dea Atena, impietosita dalla sfortunata storia dei due amanti, trasformò Fillide in un mandorlo. Acamante, però,  era ancora vivo. Quando venne a conoscenza di questa trasformazione, si recò nel luogo dove c’era l’albero e lo abbracciò con amore e con dolore. Fillide sentì quell’abbraccio e fece spuntare dai rami dei piccoli fiori bianchi. L’abbraccio dei due innamorati si mostra ogni inizio di primavera a testimoniare l’amore eterno tra i due.

IL MUSEO DELLA MANDORLA E DELLE TRADIZIONI AGRICOLE AD AVOLA

Anche il piccolo campo espositivo annesso al “museo della mandorla e delle tradizioni agricole avolesi”, che ospita viti di nero d’Avola, limoni femminello e canna da zucchero, in queste settimane ha visto sbocciare e fiorire i giovani alberi di mandorlo.

Il museo, chiuso come da Dpcm, potrebbe già tornare ad aprire le sue porte il 15 febbraio, salvo nuove indicazioni.


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