La nuova vita dell’Hachiko di Avola, affidato all’associazione “Giustizia per Roby”

La storia del cagnolone del Di Maria negli ultimi giorni ha commosso tutti e fatto rapidamente il giro del web

“Hachiko” avrà una nuova casa. Non scodinzola più nello spazio antistante al pronto soccorso del Di Maria il cane che, dalla scorsa estate, lì aveva trovato rifugio, dopo la morte dell’anziano proprietario.  Il meticcio, dell’apparente età di quattro o cinque anni, è stato infatti affidato ad un’associazione locale, “Giustizia per Roby” presieduta da Francesco Carnemolla, che, già nelle scorse settimane, aveva provato, grazie a diversi appelli apparsi sui social network, a trovare per lui una nuova famiglia.

I vigili urbani del comando di Avola, a seguito di una segnalazione da parte di Asp, hanno effettuato un sopralluogo per constatare la presenza del cane, che era diventato la mascotte dell’ospedale, dove era coccolato e rifocillato dal personale interno e dagli operatori delle associazioni di soccorso. Dopo la verbalizzazione e la segnalazione all’ufficio “Randagismo” del Comune, ieri si è proceduto con la cattura, microchippatura e affidamento provvisorio del meticcio,  dal carattere mite e dagli occhi buoni, a Emanuela Ambrogio di “Giustizia per Roby”.

Per lui, in caso non venisse reclamato da nessuno degli eredi del precedente proprietario decorso il termine previsto per legge, si potrà sperare in una buona adozione. La storia del cagnolone del Di Maria negli ultimi giorni ha commosso tutti e fatto rapidamente il giro del web, dopo la pubblicazione da parte di un volontario della Misericordia di un post divenuto “virale”, con oltre 7 mila condivisioni.  In tanti si sono offerti per uno stallo e anche altre associazioni, come la Lai, si sono interessate alla vicenda, dando il via a una gara di solidarietà (e, in realtà, anche a una diatriba dai toni accesi) per l’ “Hachiko” di Avola.


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