Diciotto indagati tra Comune di Avola, imprenditori e Genio civile di Siracusa. C’è anche il sindaco Cannata, perplesso: “troppi interrogativi”

Accuse a vario titolo di truffa, turbativa d’asta e falso

La Procura della Repubblica di Siracusa ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 18 persone tra Avola e Siracusa. Ci sono dipendenti comunali, ex amministratori e legali rappresentanti di ditte di costruzioni tra gli indagati con accuse a vario titolo di truffa, turbativa d’asta e falso. Si tratta di fatti accaduti a partire dal 2015 per lavori legati alla manutenzione delle strade e alla riqualificazione di aree urbane di Avola.

Gli indagati sono Sebastiano Anselmo e Pietro Argentino (dipendenti comunali) per turbata libertà degli incanti e falso ideologico; Felice Nastasi (legale rappresentante di “Calcina”) e Vincenzo Drovetti (legale rappresentante VD Costruzioni) per turbata libertà degli incanti; Corrado Di Stefano e Giovanna Zocco (membri della commissione di gara per fornitura di materiali manutenzione stradale)per falso in atto pubblico. Corrado Gugliotta (progettista  e direttore lavori) Francesco e Sebastiano Buscemi (amministratori Euroimpianti) per truffa aggravata per conseguimento di erogazioni pubbliche. Falso ideologico e turbata libertà degli incanti anche per Giuseppe e Vincenzo Leone (amministratori di SL Infrastrutture) Umberto Masuzzo (dipendente comunale) e l’allora assessore alla Manutenzione Simona Loreto.

E ancora: Santo Gionfriddo (ditta individuale “Gionfriddo), Giuseppe e Vincenzo Leone per un subappalto conseguito senza autorizzazione dell’autorità competente, Pierantonio La Bruna (titolare della gioielleria Morale)per avere fornito agli inquirenti false informazioni (avrebbe mentito a proposito di un pagamento).

Tra gli indagati anche il primo cittadino avolese Luca Cannata (al quale viene contestato “falso ideologico”), che proprio oggi, in un video diffuso sui canali social, ne dà notizia. “Un avviso che porta con sé alcuni interrogativi e dubbi – dice il sindaco Cannata – iniziamo con la tempistica. Mi è stato notificato ieri, ma già da giorni in alcuni ambienti politici se ne parlava. Una fuga di notizie che pare sia stata per un motivo di interesse politico. Chi ha rischiato, infrangendo la legge, pare lo abbia fatto proprio per far desistere il mio gruppo da un coinvolgimento nelle prossime competizioni europee”. Cannata passa poi alla disamina del capo di imputazione.

L’accusa di falso ideologico è stata mossa a Cannata perché, secondo l’accusa, questi avrebbe sentito funzionari regionali per il rilascio di una autorizzazione relativa ad una opera pubblica. Nel caso specifico, per la riqualificazione del borgo marinaro. “Un altro interrogativo che ci porta a non comprendere quale sia l’indagine svolta nei miei confronti dato che, comunque, ho anche il ruolo di sentire gli uffici per realizzare le opere pubbliche – prosegue Cannata – noi continuiamo ad essere fiduciosi nella Magistratura, come sempre abbiamo fatto. Anzi, pensiamo che ogni tipo di indagine serva a dare forza e trasparenza alle amministrazioni locali e continueremo a fare nel rispetto delle regole. Andiamo Avanti”.

Cannata, secondo il capo di imputazione che lo riguarda assieme all’ex assessore Loreto, avrebbe fatto “indebite pressioni”al funzionario Salvatore Galioto del Genio Civile di Siracusa e all’ingegnere capo del predetto Ufficio Natale Zuccarello (anche questi indagati) “ai fini del rilascio dell’autorizzazione, nonostante l’incompletezza della documentazione a supporto”, relativamente al progetto di manutenzione e intervento di bonifica e riqualificazione ambientale di Marina Vecchia.


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