Avola,”Grazie per le cure e per l’amore che mi avete dato”: il ringraziamento di una paziente al personale del Pronto Soccorso

Una lunga lettera in cui la donna vuole ringraziare tutto il personale medico e infermieristico del reparto per il trattamento medico ma soprattutto umano, ricevuto.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera di Michelina Morassi. Con la seguente missiva la donna intende ringraziare tutto il personale medico e infermieristico dell’ospedale “Di Maria” di Avola per le cure mediche ricevute, ma soprattutto per “l’amore” – così scrive la donna – ricevuto da tutto il personale del reparto. Queste le sue parole:

Oggi mi sono svegliata con un gran grandissima voglia di gridare al mondo “Grazie, grazie di cuore”. “Grazie” è una parola semplice, una parola piena di significati variegati, fra cui amicizia, favore, piacevolezza, leggiadria, gratuità, e non ultimo gratitudine.  “Il mio Grazie” è di gratitudine e lo voglio esternare a tutti per compensare le cose negative che quotidianamente urliamo al mondo intero.

Siamo troppo occupati a lamentarci, a denunciare ciò che non funziona, evidenziare le negatività della sanità, per accorgerci che accanto a noi esistono degli Angeli. Angeli che operano nel nostro distretto sanitario, nel nostro territorio, Angeli a volte maltrattati, bistrattati, Angeli che sono eccellenze nel loro settore, dei professionisti, individui che prima di essere operatori sanitari sono essere umani: Uomini e donne con un cuore immenso.

Dico e sottolineo “Grazie” perché voglio elogiare il personale che opera nella struttura sanitaria di Avola reparto Pronto Soccorso, personale professionalmente preparato e qualificato. Dico “Grazie a chi è stato capace di sorreggermi, aiutarmi e di farmi superare, con la medicina dell’amore, i momenti più brutti di questa mia malattia.

Arriviamo in ospedale pieni di paure e nello stesso tempo pieni di speranze, doloranti, incoscienti e spesso prevenuti verso coloro che invece si prenderanno cura di noi poichè TV, giornali, dicerie e altro, proiettano e ci inculcano solamente episodi negativi ed esperienze piene di errori della sanità.

Non so se per fortuna, se per una circostanza positiva o per una reale quotidianità, io sono stata accolta nella sezione ospedaliera di Avola da persone che non pensi davvero possano ancora esistere, anonime, persone spesso offese, denigrate che nel tuo immaginario non soddisferanno le tue aspettative.

Il 5 febbraio 20018, al pronto soccorso di Avola ho incontrato fortunatamente quelle persone che con questo scritto voglio fortemente ringraziare.

Ti viene naturale chiederti se sia stato possibile l’essere stata accolta, curata, assistita e coccolata da personale sanitario così preparato, pronto a portare soccorso, ad assisterti, a starti vicino, pronto a tutto, abituato a lavorare ma e soprattutto a donarti un sorriso. Studi specifici confermano che le persone ammalate hanno una sensibilità particolare, percepiscono se sei amato veramente, se sei ben accolto, se sei voluto.

Chi soffre sa sempre leggere in uno sguardo, in un gesto e sa apprezzare e distinguere se chi ti sta vicino ti accoglie. Appena ricoverata, sebbene quasi incosciente, tra un batter d’occhio, attraverso uno sguardo assonnato, da palpebre socchiuse, in una visione annebbiata, in un contatto, ho percepito accanto a me amore.

Ho intravisto un sorriso, il sorriso di Ella; sì dell’infermiera Ella Rizza. Due occhi sorridenti, benevoli, quasi materni che mi hanno trasmesso e credo che trasmettano ad ogni malato da lei assistito, una ricchezza umana che crea attorno a te un clima di distensione, serenità e spontaneità.

Ella e tutto il personale sanitario, medici, infermieri ed operatori sanitari del reparto Pronto Soccorso oltre alle medicine chimiche mi hanno somministrato, senza limiti dosi della medicina più bella, la più salutare, la medicina che tutti dovrebbero saper donare ad ogni malato. Mi hanno donato amore, attenzione, incoraggiamento e fiducia.

Nella malattia uno sguardo buono o un sorriso sono sempre promotori di energia di positività, sono propulsori di salute, sono salubre medicamento. Queste doti, come scrive Giobbe, “sono occhi per il cielo e piedi per lo zoppo” (libro di Giobbe 29,15) .

È bello essere oggetto di tante attenzioni in un momento di dolore, è bello sapere che quando arrivi presso una struttura sanitaria, presso la struttura sanitaria di Avola, nel reparto Pronto Soccorso hai la possibilità di incontrare Ella Rizzo e tutti i medici del reparto e gli operatori sanitari che vi lavorano; allora ti senti tranquilla, puoi sentirti distesa, sicura e sei certa che intorno a te c’è empatia con tutto il personale, c’è umanità, professionalità, cortesia, entusiasmo, affetto e umanità.

Per tutto ciò mi sento di dire “Grazie”, grazie alla buona sanità, grazie alla sanità dell’ospedale di Avola, grazie a tutti per le cure che mi avete prestato, grazie dell’attenzione dimostratami, grazie per l’attenzione che avete verso il paziente, all’assistenza unica e meticolosa che volgete verso tutti, grazie a Ella Rizzo, ai medici e a tutti gli altri operatori sanitari, di cui non dirò il nome per non dimenticare nessuno. Grazie a tutti.

Non esistono parole che possano esprimere tutto il mio ringraziamento. Tutto quello che posso semplicemente dire è che “Siete davvero grandi” e vi ringrazio per aver fatto vostre le parole del Santo Padre Papa Bergoglio:

“il tempo passato accanto al malato è un tempo Santo”

A tutti un abbraccio, Michelina Morassi”


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